Infrastrutture, il Piceno abbandonato. Rabbia Confindustria: «Adesso basta»

Sabato 27 Giugno 2020 di Luca Marcolini
Infrastrutture, il Piceno abbandonato. Rabbia Confindustria: «Adesso basta»

ASCOLI-  Isolato, dimenticato e abbandonato. Tre aggettivi per un territorio, il Piceno, che fotografano alla perfezione lo stato di disagio di una provincia che da decine di anni ormai vive di infrastrutture promesse, progetti faraonici che non hanno mai trovato spazio nemmeno sulla carta e, paradossalmente, di cantieri su cantieri che si susseguono, tra l’Ascoli-Mare e l’autostrada A14, semplicemente per la manutenzione straordinaria di ciò che c’è.

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Con la Salaria che attende ancora. Senza nemmeno l’ombra di potenziamenti, arretramenti, terze corsie o quant’altro per collegare Ascoli e dintorni con l’Italia. E dopo il ripetersi di scene già vissute lo scorso anno sulle spalle di turisti, pendolari e lavoratori che hanno passato l’estate in coda, si fa strada ora l’ipotesi di una protesta eclatante, che possa attirare l’attenzione su questo fazzoletto di terra in cerca di futuro. E’ perentorio, su questo fronte, il presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani: «Siamo pronti alla guerra».
 
Non più una minaccia, ma una vera e propria intenzione di dare il via a manifestazioni di protesta forti e non più rinviabili dopo l’esclusione del Piceno anche dal nuovo Piano infrastrutturale del Governo arrivato a rimorchio del Coronavirus. Un grido di rabbia, quello di Mariani, cui fa eco quello del sindaco ascolano, Marco Fioravanti, che parla di una forte richiesta da lanciare come istituzioni territoriali al Governo per una risposta urgente e non più rinviabile e del forte impegno che si chiede a tutti i candidati alle prossime regionali per ricucire il Piceno adeguatamente con tutto il territorio marchigiano e non solo. 
Pronti alla battaglia 
Le parole di Simone Mariani, presidente di Confindustria Centro Adriatico che già l’anno scorso aveva attivato una task force delle imprese messe in ginocchio dai problemi infrastrutturali, sono inequivocabili. Parole pesate ma nette: «Noi siamo pronti alla battaglia – spiega Mariani – Siamo sull’orlo del baratro. E siamo pronti anche a delle iniziative straordinarie pur di attirare l’attenzione del Governo nazionale. Non escludiamo nulla perché obiettivamente non è più possibile per un Paese civile andare avanti in queste condizioni. Anche perché il timore maggiore che ho è che prima o poi ci accontenteranno dicendoci che si risolverà la questione delle barriere sull’A14, ma poi tutto finirà lì. Ma noi abbiamo assolutamente bisogno di potenziare i collegamenti per il nostro territorio, da un arretramento o terza corsia autostradale ad altri interventi. In ogni caso serve un progetto di potenziamento delle infrastrutture che per noi è vitale». «Nel frattempo, - conclude Mariani – c’è stato il Covid, hanno fatto questo Piano per le infrastrutture e ci aspettavamo di trovare qualcosa anche per il Piceno, ma invece anche adesso c’è il silenzio totale. A questo punto siamo pronti a fare la guerra. Scenderemo in campo perché non possiamo rimanere silenti davanti alla nostra fine come territorio». 
Le istituzioni 
Anche il sindaco di Ascoli, Fioravanti, parla di urgenza e di risposte che dovranno arrivare dal Governo prima che sia troppo tardi. «Questo è il momento di rimettere al centro, - sottolinea il primo cittadino ascolano – il collegamento infrastrutturale sia per quanto riguarda l’Ascoli-Mare e la dorsale adriatica, sia per la Salaria. Chiederemo al Governo, auspicabilmente con le altre istituzioni, di attivare un intervento non più procrastinabile per un reale collegamento infrastrutturale del nostro territorio. Collegamento che, come città, chiederemo a tutti i candidati alle prossime regionali di inserire come punto programmatico». 

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