Fermo, ricetta anti caos autostrada A14: piano per i viadotti ancora sequestrati

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, ricetta anti caos autostrada A14: piano per i viadotti ancora sequestrati

FERMO - Spera nel miracolo di Ferragosto il sud delle Marche. Ieri pomeriggio si è aperto uno spiraglio che ridà un po’ di speranza. In videoconferenza si sono riuniti prefetto, sindaci della costa, forze dell’ordine, Mit e Autostrade per l’Italia. La riunione è durata un’oretta. Alla fine, la sfera umorale variava dal cauto ottimismo al disfattismo puro.

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Di nuovo c’è che i progetti definitivi dei viadotti Vallescura e Santa Giuliana, quest’ultimo nel Comune di Massignano, sono quasi pronti. Con le carte in mano, Autostrade si presenterà al Ministero delle infrastrutture che ha assicurato tempi celeri (48 ore) per vagliarli. Col via libera ministeriale, i progetti dovranno poi essere spediti alla Procura campana che l’ottobre scorso ha sequestrato cinque viadotti marchigiani e a cui spetta l’ultima parola sui dissequestri. Ci spera Autostrade e ci spera tutta la regione. Dissequestro significherebbe due corsie di marcia, anche se più strette del normale. Come quelle riorganizzate da prima di Natale su Fosso San Biagio, Petronilla e Campofilone. Dei tre viadotti dissequestrati, quest’ultimo è quello in fase più avanzata. Il progetto esecutivo è al Mit. Quando arriverà l’ok, partiranno i lavori. Anche qui il ministero, per bocca del dirigente Placido Migliorino, ha promesso di fare presto.
 

Per Autostrade, in videoconferenza c’era il direttore del Tronco di Pescara, Marco Perna. I sindaci, per ora, ci vanno cauti. Sanno che può bastare un nonnulla per far slittare le pratiche di settimane, se non di mesi. Intanto il sud delle Marche si è svegliato. L’A14, in questi giorni, è tema dominante. Politica e associazioni di categoria battono il chiodo. Alzano la voce, scrivono a chi sperano possa smuovere lo stallo che tiene il Fermano e una parte di Ascolano sotto scacco da quasi un anno. Confindustria ha chiesto di inserire il prolungamento della terza corsia nel piano degli investimenti statali. Ma, nel frattempo, c’è da fare i conti col presente. Ci si interroga sul perché ci voglia così tanto per sostituire dei guardrail e sul perché il lockdown non sia stato sfruttato per i lavori.

Il prefetto Vincenza Filippi, ieri, ha interrogato la concessionaria proprio su questo. Perna ha risposto che non si sono mai fermati e che in questi mesi sono proseguite le indagini geognostiche, necessarie per redigere i progetti esecutivi. Ma il timore di passare un’estate di fuoco, tra file chilometriche e strade paralizzate, è sempre lì. Del resto, già i giorni scorsi hanno offerto un assaggio di quello che potrebbe succedere. Per questo, le rassicurazioni di Autostrade lasciano il tempo che trovano. Da nord a sud, Porto Sant’Elpidio, Fermo, Porto San Giorgio e Pedaso sanno che quasi sicuramente dovranno fare i conti con mesi infernali. E per questo i sindaci non si lasciano andare a facili entusiasmi. Il più critico è quello di Pedaso.
La stagione
«Penso che dovremo rassegnarci a un’estate molto difficile. Dovremmo smetterla di subire disagi e costi e chiedere finalmente il risarcimento dei danni», dice Vincenzo Berdini. A preoccupare quello di Porto San Giorgio c’è anche lo smog. Se l’anno scorso, d’inverno, l’aria in certi momenti era irrespirabile, figurarsi che potrebbe succedere col caldo e l’afa. Saranno i Comuni a rimetterci per primi e il territorio tutto, insieme al suo turismo e alla sua economia. Intanto, Autostrade ha messo a punto un piano per limitare i disagi di chi si trova a transitare in questi tratti di A14.

Prevede un presidio di carri attrezzi leggeri e pesanti per i mezzi in panne o incidentati e personale vicino ai caselli con l’incarico di attivare la segnaletica di uscita obbligatoria nel caso il traffico dovesse restare bloccato a lungo. Altro personale sarà dedicato a segnalare la presenza di code, ad assistere i viaggiatori in caso di lunghi tempi di percorrenza e a mantenere efficiente la segnaletica che delimita le aree sequestrate.

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