Ascoli, via libera ai due nuovi pozzi sui Sibillini per combattere la siccità

Sabato 14 Novembre 2020

ASCOLI - Via libera all’immissione dell’acqua dei nuovi pozzi di Capodacqua nella condotta principale. Il comitato regionale di protezione civile ha finalmente dato l’autorizzazione a conclusione del lungo percorso di monitoraggio della qualità dell’acqua con i prelievi dei campioni da effettuarsi durante le quattro stagioni. Concluso tutto l’iter e constatato che la risorsa idrica manteneva inalterate le proprie qualità organolettiche, non ci sono stati più impedimenti all’utilizzo dell’acqua che avverrà nell’arco di pochi giorni ovvero il tempo necessario per la formalizzazione dell’autorizzazione. 

 

 
La Ciip, dunque, può contare su circa ottanta litri al secondo di acqua da poter immettere nella condotta: certamente un aiuto importante per poter far fronte alla carenza idrica con cui i funzionari e i tecnici della società di gestione del servizio idrico sono costretti quotidianamente a dover fare i conti dal momento che le portate delle sorgenti continuano a scendere anche per la mancanza di piogge. Pertanto, nei prossimi giorni si valuterà con attenzione la reale quantità di acqua a disposizione e valutare l’eventuale riapertura di almeno una parte dei serbatoi che dall’inizio della scorsa estate vengono chiusi durante le ore notturne. Se la situazione, come auspicato, lo consentirà, in alcuni paesi della Vallata del Tronto in cui il fabbisogno giornaliero è minore, la Ciip potrebbe decidere di riaprire gradatamente i rubinetti anche durante la notte. Resta il fatto che la situazione rimane ancora grave. Per questo motivo, durante il comitato regionale di protezione civile sono stati discusse anche altre possibili soluzioni. La più importante è quella di poter cercare un’altra fonte di approvvigionamento a Foce di Montemonaco dove la sorgente che prima del sisma garantiva più di 600 litri al secondo, ora ha una portata di appena 200. 
Sul tavolo è stata messa l’ipotesi della realizzazione di quello che tecnicamente viene definito “pozzo pilota” per cercare delle nuove falde acquifere. La difficoltà maggiore, però, è quella che per poter procedere è necessaria l’autorizzazione dell’Ente Parco dei Sibillini dal momento che l’intera zona risulta essere vincolata. Fino ad ora, l’Ente, ha sempre mostrato la propria contrarietà ad effettuare nuovi carotaggi ma la situazione di grave crisi che si è venuta a creare dopo il terremoto che ha provocato un profondo dissesto idrogeologico, necessita di soluzioni straordinarie. Fu lo stesso capo del dipartimento nazionale della Protezione civile durante la sua visita ad Ascoli a settembre ad auspicare il superamento delle difficoltà evitando il muro contro muro riconoscendo la necessità di dover garantire alla popolazione l’acqua. Segnali importanti di apertura in tal senso son o arrivati giovedì pomeriggio proprio dal comitato di protezione civile con l’impegno di affrontare la questione all’inizio del nuovo anno. Riuscire ad ottenere l’autorizzazione a realizzare il pozzo piloto sarebbe un primo passo importante: oltre trovare la nuova falda acquifera ci sarebbe anche la possibilità di iniziare ad eseguire i prelievi richiesti per valutare la qualità dell’acqua nelle quattro stagioni e, nel frattempo, procedere alla realizzazione della nuova infrastruttura che richiede circa un anno. 
 

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