Tutor e autovelox, che stangata: ecco quanto incassano i Comuni

Tutor e autovelox, che stangata: ecco quanto incassano i Comuni della provincia di Ancona
Tutor e autovelox, che stangata: ecco quanto incassano i Comuni della provincia di Ancona
di Massimiliano Petrilli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 07:46

ANCONA - La raccomandata in busta verde è la comunicazione più temuta dagli automobilisti. Ma rappresenta una fonte importante d’incasso per i Comuni. Le multe per le violazioni al codice della strada e le sanzioni rilevate dagli autovelox possono assicurare ogni anno cospicue entrate. Addirittura un singolo tutor può fornire fino all’80% dell’incasso complessivo delle multe.

Come avvenuto ad esempio per Falconara che su un totale di 1,598 milioni ha registrato un introito di 1.191.073 dal suo sistema di monitoraggio elettronico della velocità. L’apparecchiatura iniziale fu al centro anche di numerose polemiche e contestazioni, con una valanga di ricorsi al giudice di pace per far annullare le prime multe elevate dall’autovelox. Il Comune ne prese atto e trasformò quell’impianto in tutor, rilevando la velocità del veicolo tra due punti definiti della strada. Complessivamente i dispositivi elettronici di Falconara hanno fatturato appena 114mila euro in meno dell’incasso assicurato dalle cinque postazioni autovelox attive ad Ancona. 


Il capoluogo


Il capoluogo ha infatti dichiarato un introito totale di 3,591 milioni suddiviso tra i 2,285 milioni delle sanzioni al Codice della strada e 1,305 milioni dagli autovelox. I dati emergono dal portale del ministero dell’Interno dove sono stati pubblicati i rendiconti 2021 sui proventi delle violazioni del Codice della strada che, per legge, le amministrazioni locali sono obbligate a consegnare al governo entro il 31 maggio di ogni anno. Una battaglia quella sulla trasparenza degli incassi degli enti locali derivanti dalle multe stradali e sulla loro destinazione, che ha visto impegnato Simone Baldelli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti. Sul gradino più alto del podio nazionale c’è il Comune di Milano che ha incassato un totale di 102,6 milioni per sanzioni da violazione del codice della strada (quasi 13 milioni solo grazie all’autovelox), a seguire Roma con 94,1 milioni di introiti (4,6 milioni quelli legati all’autovelox) e Torino (41,5 milioni di cui 5 milioni con autovelox). 


Gli aspetti


I dati forniti dalle amministrazioni locali al ministero riservano alcune sorprese. Così ad esempio il 65% degli incassi certificati dal Comune di Loreto deriva dagli autovelox: 527.122 euro sul totale di 802mila euro. Mentre per Camerano e Filottrano la percentuale di incassi degli autovelox e dispositivi simili sfiora il 50%: 61.220 euro su un provento complessivo di 131mila euro per Camerano, 38.487 su 78mila euro per Filottrano. Discrete anche le somme certificate da altri Comuni di incassi da autovelox. Sirolo ad esempio sfiora i 40mila euro (37.271 euro per la precisione su un totale di 132mila), Senigallia ha dichiarato un introito di 32.818 dalle apparecchiature elettronici su un provento totale di 746mila euro. A Fabriano certificati 28.729 euro da autovelox su un incasso complessivo di 149mila euro, Osimo lo scorso anno ha potuto contare su 26.346 dagli autovelox su un totale di 545mila mentre Montemarciano ha incassato 15.846 euro dai dispositivi automatici su un intorito generale di 362mila euro. tra le principali località della nostra provincia ci sono poi anche amministrazioni che hanno messo nero su bianco di non aver incassato un euro dagli autovelox. È il caso di Numana e Jesi dove gli incassi, rispettivamente di 625mila e 471mila euro, provengono soltanto dalle contravvenzioni elevate per divieti di sosta e le altre infrazioni al codice della strada. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA