Notte brava in Riviera dei ragazzini terribili. L'ira dei residenti: «Erano ammassati, senza mascherine»

Notte brava in Riviera dei ragazzini terribili. L'ira dei residenti: «Erano ammassati, senza mascherine»
Notte brava in Riviera dei ragazzini terribili. L'ira dei residenti: ​«Erano ammassati, senza mascherine»
di Arianna Carini
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Lunedì 2 Novembre 2020, 08:00

SIROLO  - Cori da stadio, petardi, invettive contro i residenti ed insulti ai carabinieri. Ragazzini terribili seminano il caos nel centro storico di Sirolo la notte di Halloween. In tanti dall’hinterland si sono dati appuntamento nella località rivierasca, raggiungendo in motorino piazzale Brodolini attorno alle 22,45 per poi spostarsi a piedi verso il belvedere Marinelli, via Giulietti e piazza Vittorio Veneto.

 

Un tragitto lungo il quale, ammassati e senza mascherine, hanno intonato cori da stadio, acceso razzi e mortaretti e gridato offese a chi, infastidito da tutta quella confusione e preoccupato per il mancato rispetto delle normative anti-Covid, si è affacciato alla finestra per redarguirli minacciando di avvisare i carabinieri. Parole pesanti sono volate anche nei confronti dei militari dell’Arma al cui centralino, sabato sera, è arrivata almeno la chiamata di un residente, pochi minuti prima delle 23. Urla e schiamazzi sono proseguiti fino a notte fonda. Il bilancio del fine settimana evidenzia dunque una stridente dicotomia tra la rigidità delle ultime disposizioni necessarie a contenere i contagi, come la chiusura delle scuole superiori con l’attivazione della didattica a distanza e la serrata di bar e ristoranti a partire dalle 18 per ridurre spostamenti ed occasioni di contatto, e il comportamento irresponsabile e disinteressato di molti adolescenti. «Sono arrivati in branco, una trentina o più di ragazzini e ragazzine fra i 14 e i 16 anni al massimo. Molti ubriachi al punto da rigettare sulla soglia di alcuni portoni, nessuno indossava la mascherina. Non ci hanno fatto chiudere occhio fino alle due del mattino», lamentano i residenti richiamando le famiglie alla loro funzione educativa e chiedendo alle istituzioni maggiori controlli sul territorio. 

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