Vaccini bluff iniettati a 56 pazienti, inchiesta chiusa: il medico verso il processo. E' accusato anche di peculato

Venerdì 10 Dicembre 2021 di Federica Serfilippi
Il dottor Costantini è accusato di aver iniettato vaccini bluff ai suoi pazienti

ANCONA - Otto mesi per cristallizzare i contorni dell’inchiesta, archiviare un’accusa e formularne due ulteriori. La procura ha chiuso le indagini preliminari sull’attività di Sergio Costantini, il medico falconarese accusato di aver iniettato ad alcuni pazienti soluzione fisiologica al posto del vaccino anti Covid. Sarebbero almeno 56 le persone beffate, stando alle risultanze ottenute dalla Squadra Mobile di Ancona nel corso degli accertamenti portati avanti dallo scorso aprile. 

 
I reati contestati sono tre: falso ideologico, peculato e interruzione di pubblico servizio. Quest’ultima accusa è legata all’aver interferito con il normale svolgimento della campagna vaccinale. Un ostacolo che ha portato Asur e polizia a un super lavoro, finalizzato a richiamare i pazienti potenzialmente vaccinati con la dose bluff per farsi inoculare la vera dose. Il peculato riguarda l’utilizzo indebito che per la procura Costantini avrebbe fatto di una fiala vaccinale venuta in suo possesso. Per quanto riguarda il falso, in quattro occasioni il 69enne avrebbe rilasciato fasulle certificazioni relative alla somministrazione del vaccino. In quest’ultimo caso, risulta come vittima anche una coppia di coniugi. Stando a quanto emerso, moglie e marito credevano di essersi vaccinati il 30 marzo nello studio del medico. In realtà, per la procura, il dottore sarebbe venuto in possesso della fiala vaccinale (Pfizer, sei dosi in una boccetta) solamente il 6 aprile. Ad insospettire la coppia era stato il ritardo del medico nel fornire il documento per attestare l’avvenuta inoculazione della prima dose. Le ombre sull’operato del medico avevano portato i coniugi a rivolgersi alla questura. 


Nel capo d’imputazione non compare il reato di lesioni personali, ipotizzato in un primo momento. La procura sosteneva che Costantini, con il suo comportamento, non avesse tutelato la salute dei pazienti. In realtà, nessuno ha avuto ripercussioni a causa della mancata inoculazione contestata dagli inquirenti. Sono almeno 56 le persone a cui sarebbe stata iniettata la soluzione fisiologica: in questi casi non ci sarebbe stato il rilascio di alcuna documentazione. Ora, Costantini potrà presentare una memoria difensiva oppure farsi ascoltare dalla procura prima che questa possa chiedere l’eventuale rinvio a giudizio. L’indagato a luglio è stato sospeso dall’Ordine dei Medici: fino a gennaio non potrà tornare in servizio.

«Sapevo che all’interno non c’era il vaccino anti Covid, ma mi sono trovato di fronte a mutuati molto ansiosi e pressanti che mi telefonavano continuamente per sapere se le dosi fossero finalmente arrivate. Quando ne sono entrato in possesso, ne avevo solo sei a disposizione. Le ho inoculate in una giornata, poi sono finite». È stato «un rischio calcolato» aveva detto il medico al Corriere Adriatico poco prima della chiusura delle indagini. 

 

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