Renato, ex rappresentante di tessuti, stroncato da un malore al bar. La comunità ancora sotto choc

L'automedica della Croce Gialla di Falconara
L'automedica della Croce Gialla di Falconara
di Gianluca Fenucci
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Venerdì 10 Giugno 2022, 07:00

CHIARAVALLE  - È entrato nel solito bar, il Caffè del Corso, quello che frequentava quotidianamente, non ha chiesto né caffè né brioche, ha cominciato a leggere il giornale ma in un attimo si è accasciato sul pavimento di fronte alla giovane barista. Erano le 7,45 di ieri mattina quando Renato Aquilanti si è sentito male, probabilmente a causa di un arresto cardiaco, mentre era appena entrato al Caffè del Corso, in corso Matteotti a Chiaravalle.

Il 68enne era un frequentatore assiduo del bar, dove era conosciuto da tutti: consumava qualche caffè, si tratteneva con qualche cliente anche se era solito stare soprattutto da solo a pensare e leggere qualche pagina di giornale. Quando è crollato a terra dentro al locale, la giovane barista ha avuto paura ma non si è persa d’animo: ha subito chiamato il 112 e ha cercato di prestare il primo soccorso all’uomo che però era in gravissime difficoltà, non respirava, aveva un battito cardiaco sempre più flebile ed era stato probabilmente colpito anche da una crisi epilettica, con le gambe che gli tremavano. 


Dopo pochissimi minuti sono giunti sul posto gli operatori sanitari dell’automedica della Croce Gialla di Falconara e dell’ambulanza dell’Avis di Montemarciano che hanno subito prestato soccorso a Renato Aquilanti. I sanitari hanno cercato di rianimarlo per oltre 15 minuti anche con il massaggio cardiaco, lo hanno adagiato sull’ambulanza e si sono diretti verso l’ospedale di Torrette ma il 68enne non ha più ripreso conoscenza ed è deceduto di lì a poco. Insomma nonostante il prodigarsi del personale sanitario intervenuto tempestivamente sul posto, non c’è stato modo di salvarlo.


Renato Aquilanti era molto conosciuto nella zona: era stato un apprezzato rappresentante di abbigliamento. Sembra che anche in passato abbia sofferto di problemi cardiaci e che attualmente i problemi di salute si fossero accentuati. Lo piangono in tanti oltre ai familiari: era un solitario ed un uomo a cui la vita aveva anche riservato sofferenze ma aveva una sua dignità ed era rispettoso di tutti. Al Caffè del Corso, in un muro su un angolo, resta il bastone con cui si aiutava per muoversi.

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