Urla, insulti, poi volano ceffoni: zuffa tra due ragazzine, choc in centro. Scappano all'arrivo della polizia

La polizia in corso Garibaldi
La polizia in corso Garibaldi
di Stefano Rispoli
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Domenica 10 Aprile 2022, 03:25 - Ultimo aggiornamento: 16:04

ANCONA - Le hanno sentite urlare, insultarsi. Poi le hanno viste venire alle mani e prendersi per i capelli. Spintoni, schiaffi, calci. Altri giovani che erano con loro, probabilmente gli amici, sono intervenuti per dividerle, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Ma i passanti e i commercianti della zona si sono spaventati, tant’è che diverse richieste d’aiuto sono pervenute alla centrale operativa del 112, il servizio unico d’emergenza territoriale. 

 


In via Marsala sono intervenuti i poliziotti in servizio, dove stavano presidiando piazza Cavour con i cinofili piazza Roma con gli artificieri, oltre agli agenti dei reparti Prevenzione Crimine presenti anche al Piano. Ma al loro arrivo si erano già defilate le due ragazze - giovanissime, a detta dei testimoni - che ieri pomeriggio si sono accapigliate. La zuffa è scoppiata attorno alle 18, sotto gli occhi di tanta gente, nel pieno dello struscio del sabato. Non è chiaro il motivo per cui le due ragazzine sono venute alle mani, anche perché sono scappate via prima ancora che potesse sopraggiungere la polizia a sirene spiegate: gli agenti hanno perlustrato il centro alla ricerca delle due giovani litiganti, ma di loro non c’è nessuna traccia. 


Ancora una volta, dunque, in centro è scattato l’allarme per faccia a faccia di fuoco tra adolescenti, talvolta tutti al femminile, com’era successo a inizio febbraio nei pressi del luna park di piazza Pertini, dove due quindicenni si erano picchiate per questioni di gelosia legate a un ragazzino e una delle due aveva addirittura postato sui social la foto di una ciocca di capelli strappata dalla testa dell’altra, vantandosene come fosse un trofeo. A gennaio, invece, una 16enne era finita all’ospedale dopo essere stata aggredita alle spalle da una coetanea e presa a calci e pugni in faccia, anche dopo essere finita a terra. 

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