Genitori divisi sul vaccino, tre minorenni si rivolgono al giudice. «Vogliamo farci l'iniezione»

Tre minorenni si sono rivolti al giudice per farsi vaccinare
Tre minorenni si sono rivolti al giudice per farsi vaccinare
di Federica Serfilippi
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Sabato 20 Novembre 2021, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 06:20

ANCONA - Famiglie spaccate a causa del vaccino anti Covid. Sono tre i casi pendenti al tribunale di Ancona, sezione civile, che prendono in esame situazioni dove i genitori si trovano in disaccordo se far iniziare o meno ai lori figli, ovviamente minorenni, il ciclo vaccinale. Si tratta di procedimenti incardinati recentemente e che trattano il “destino” di ragazzi adolescenti della provincia dorica che vorrebbero farsi inoculare il siero per potersi proteggere dal virus e accedere a una serie di attività (dal cinema, alla pizzeria) senza ogni volta dover ricorrere al tampone.

Le istruttorie non sono state ancora definite, ma lo saranno in tempi brevi. La prima delle tre su cui il collegio di giudici emetterà il proprio verdetto sarà da “traino” per altri e futuri decreti formulati dal tribunale di corso Mazzini per vicende similari. Fermo restando che ogni istruttoria ha una storia a sé, la prima sentenza segnerà la tendenza del palazzo di giustizia. I ricorsi sono stati presentati da genitori che appoggiano la volontà del figlio di potersi vaccinare, non trovando però il consenso dell’altro familiare. 

Non venendo a una soluzione tra le mura domestiche, ecco che si arriva in tribunale per lasciare la parola al collegio giudicante. Un genitore da una parte, uno dall’altra, entrambi rappresentanti dai rispettivi avvocati. In mezzo, le sorti del figlio in attesa della prima dose. Tali diatribe non avverrebbero solo tra famiglie con all’interno un contesto di separazione o divorzio, ma anche tra coniugi o compagni che vivono sotto lo stesso tetto. Segno che l’argomento del vaccino è un tema particolarmente rovente.
La decisione del tribunale non avviene se prima non viene ascoltato il minore, attraverso una testimonianza diretta, il canale dei servizi sociali o di alcune testimonianze che possono raccogliere il parere – in questo caso fondamentale – del diretto interessato. 
Un ricorso urgente, la settimana scorsa, è stato presentato da una mamma per conto del figlio 13enne, deciso a vaccinarsi, contro il parere del papà.
La sezione civile ha già sentenziato su un caso che non riguardava tanto se far somministrare o meno alla minore il siero anti Covid (ben accetto da entrambi i genitori), quando sulle modalità legate all’iter vaccinale. E dunque: a quale genitore (si tratta di un contesto di separazione) fosse attribuito il compito di accompagnare la figlia all’hub vaccinale, il compito di firmare il consenso informato e tutti i moduli che accompagnano l’inoculazione, decidere il “dove” e il “quando”. Il tribunale ha deliberato proprio sulle modalità della vaccinazione, compreso il genitore chiamato a portare la figlia minore a farsi inoculare la prima dose. In tema Covid, il tribunale, con i giudici tutelari, sta anche trattando diatribe attorno al vaccino chiesto da anziani con amministratori di sostegno che si trovano in Rsa. 

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