Uffici e alloggi al freddo da fine gennaio: scoperte bollette del gas per 34mila euro

Giovedì 13 Febbraio 2020
Uffici e alloggi al freddo da fine gennaio: scoperte bollette del gas per 34mila euro

ANCONA La pazienza è finita. Alcuni dei residenti di via Trieste 22 e 24 si sono rivolti allo studio legale Sabatini per uscire dall’incubo in cui sono piombati dal 30 gennaio quando si sono ritrovati senza riscaldamento causa distacco del gas.

«Noi abbiamo pagato regolarmente le nostre quote, l’amministratore ha provveduto a saldare le bollette? Dove sono finiti i nostri soldi?» si chiedevano ieri gli inquilini. «Per la morosità dei seguenti condomini (quattro nomi per un totale di 5.353 euro, ndr) ci è impossibile provvedere al pagamento della rete gas» ha comunicato invece l’amministratore ai residenti. Ma i condòmini non ci stanno. Nonostante le temperature miti di quest’inverno «in casa è freddo. Da due settimane siamo in queste condizioni - esclamano - E tentare di accendere più di una stufetta è impossibile perchè poi la luce salta». Nelle due palazzine dove convivono uffici e servizi comunali, alloggi per l’emergenza sociale e privati cittadini, c’è chi nel frattempo si è ammalato per il freddo. Chi ha lasciato la casa per essere ospitati da amici.

LEGGI ANCHE:

Ancona, l'inquilino non paga le bollette: uffici comunali e case sociali restano senza gas

«Ogni anno la stessa storia» esclamano. E mostrano una comunicazione di novembre 2018 dell’azienda del gas che sollecita pagamenti per quasi 20mila euro per «fatture inevase non riuscendo ad accordarci con la vostra amministrazione in merito al rientro delle fatture». «Però nel frattempo la situazione è peggiorata. Guardi qui - affermano mentre mostrano l’estratto conto del 7 febbraio - Ci sono 13 bollette ancora da pagare: una del 2017, 5 del 2018, 6 dell’anno scorso e l’ultima datata 20 gennaio. Per un totale di 34mila euro. Ma noi abbiamo pagato i bollettini con quanto ci veniva richiesto». E il Comune, che dal 2012 ha acquisito l’immobile a titolo gratuito dalla Fondazione Albertini, ha già inviato all’azienda dle gas copia delle determine del 2018 e 2019, ciascuna da 16.400 euro, per il pagamento delle quote richieste dall’amministratore per il gas. 

«Il contratto con l’azienda del gas è firmato dall’amministratore e non dagli inquilini - affermano altri condòmini - Anche con morosità da 5mila euro l’amministratore avrebbe dovuto anticipare la somma. Invece non ci ha neppure avvertito e il documento con il dettaglio di chi non ha pagato è stato messo solo dopo il distacco. Inoltre l’azienda conferma che con soli 5mila euro di morosità non avrebbe mai staccato il gas/riscaldamento». «L’accensione del riscaldamento è in dirittura d’arrivo, servono i tempi burocratici per accertare la dichiarazione di conformità della centrale termica. Il distacco - ribadisce l’amministratore - è avvenuto perchè ci sono inquilini con morosità importanti». 

Ma il refrain non ha affatto convinto la maggior parte dei residenti. Così diversi inquilini, oltre che puntare a cambiare amministratore, hanno deciso di farsi assistere dallo studio legale Sabatini. «L’obiettivo primario ora è ripristinare l’utenza nel più breve tempo possibile - affermano i legali che seguono la vicenda - mentre tramite i documenti cercheremo di ricostruire la vicenda e capire come si è arrivati a questa situazione. E valutare eventuali azioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA