Chiude il ristorante Da Baldì, dopo 70 anni arriva il fallimento della società. Deserta la prima asta: «La proprietà vorrebbe vendere l'immobile»

Martedì 3 Maggio 2022 di Andrea Maccarone
Il ristorante Da Baldì ha chiuso dopo 70 anni

ANCONA - Chiude il ristorante Da Baldì. Lo storico locale in via del Castellano ha definitivamente abbassato le serrande intorno alla metà di aprile a causa del fallimento della società Baldì Snc, dopo la gestione esterna affidata ad un’altra Srl nell’ultimo anno. Per oltre 70 anni è stato uno dei posti più rappresentativi della ristorazione tipica anconetana. Il locale, che già nel 2020 aveva avvisato una collaborazione con un altro imprenditore, un anno fa aveva sperimentato il cambio di gestione

 


Complice la crisi del Covid e le difficoltà economiche, nello scorso dicembre è stato dichiarato il fallimento della società che aveva dato in affitto il ristorante a un altro gestore che ha tentato di resistere ancora per quattro mesi, fino a quando il giudice non ha posto fine anche alla prosecuzione del contratto. La prima asta è andata deserta. L’avvocato David Favia, che cura gli interessi legali della famiglia Fiumicelli, proprietaria dell’immobile, riferisce che «l’interesse a rilevare la gestione non manca e qualcuno potrebbe richiedere al tribunale di fissare una seconda asta». Forse non tutto è perduto «ma bisogna vedere - puntualizza Favia - perché il fallimento è stato impugnato e il prossimo 10 maggio ci sarà l’udienza della Corte d’appello». In ogni caso «l’orientamento dei proprietari è di andare alla vendita dell’immobile - spiega il legale -, si vedrà se con la continuazione dell’attività di ristorazione o meno». 


L’area in cui oggi sorge il ristorante, infatti, potrebbe essere riconvertita ad abitazioni in quanto il piano regolatore lo consente. Ma per proseguire con questa operazione «occorrerebbe trovare qualcuno - spiega l’avvocato Favia - che paghi a saldo e stralcio i debiti del fallimento». In tal caso il ristorante potrebbe essere trasferito al piano terra dove un tempo c’era il supermercato, trasformato poi in una discoteca. «L’idea della famiglia è di salvaguardare il ristorante anche se non in gestione diretta, una volta che verranno sanati i debiti contratti dalla società che lo ha gestito - prosegue Favia -. I miei assistiti hanno a cuore il buon nome che il ristorante ha conservato per così tanti anni. Perciò vorrebbero salvarlo, seppure non gestendolo direttamente». 


Il ristorante Da Baldì rappresenta un pezzo di storia della ristorazione anconetana. Fu aperto negli anni ’40 dai fratelli Iolanda e Ilario Baldini con i rispettivi coniugi: Mario Fiumicelli, marito di Iolanda, e Armandina Paoletti moglie di Ilario. Il ristorante, che al suo interno aveva anche un bar tabaccheria, presto diventò punto di ritrovo per i tanti abitanti del quartiere. Negli anni entrarono nella gestione anche i figli di Iolanda e Mario (Fabrizio e Fabio Fiumicelli) e le figlie di Ilario e Armandina (Donatella, Graziella e Ivana). Una tipica azienda a conduzione familiare che ha resistito al passaggio delle epoche. Fino alla decisione di lasciare la gestione diretta dell’attività e mettere tutto nelle mani di una figura terza. Purtroppo il momento storico in cui è stata presa la fatidica scelta non è stato dei più propizi. Infatti, la crisi sopraggiunta con la pandemia ha assestato il colpo di grazia.

 

Ultimo aggiornamento: 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA