I bulli alla resa dei conti: a giudizio immediato per la ragazza aggredita e la rapina dell'iPhone

I bulli alla resa dei conti: a giudizio immediato per la ragazza aggredita e la rapina dell'iPhone
I bulli alla resa dei conti: a giudizio immediato per la ragazza aggredita e la rapina dell'iPhone
di Federica Serfilippi
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Martedì 12 Aprile 2022, 04:10 - Ultimo aggiornamento: 13 Aprile, 08:11

ANCONA - Dagli arresti al processo in meno di tre mesi. È stato chiesto e ottenuto dalla procura il giudizio immediato per i due ragazzi arrestati dalla Squadra Mobile a metà febbraio con l’accusa di aver aggredito una studentessa a Largo Donatori di Sangue per rubarle l’iPhone. Entrambi di origine nordafricana, dovranno affrontare la prima udienza al tribunale dei minorenni il 5 maggio. L’accusa: rapina in concorso.

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Tutti e due – uno ha 16 anni e l’altro è neomaggiorenne, ma minore all’epoca dei fatti – si trovano attualmente in comunità dopo un brevissimo periodo passato in carcere. I difensori dei rispettivi ragazzi, le avvocate Nicoletta Pelinga e Nicoletta Cardinali, hanno deciso di non chiedere riti alternativi e di non avanzare, almeno per ora, la richiesta della messa alla prova. Gli imputati, infatti, hanno sempre negato ogni contestazione. Addirittura, il giorno della rapina – avvenuta nel pomeriggio del 30 novembre 2021 – non si sarebbero nemmeno trovati in centro.

La difesa 

E a supportare tale tesi ci sarebbero anche alcuni testimoni pronti a venire in aula davanti al giudice. Vittima della rapina era stata una studentessa di 18 anni: stava parlando al cellulare quando era scattato l’agguato. Era tardo pomeriggio, il buio era già calato sulla città. Stando alla tesi della procura, mentre uno da dietro copriva gli occhi alla vittima, l’altro la spintonava per prendergli l’iPhone. Il dispositivo non è mai stato ritrovato dagli investigatori. Sul posto, subito dopo l’aggressione, erano giunti gli agenti della questura per gli accertamenti di rito. Un testimone, per qualche metro, si era messo alla rincorsa dei due rapinatori, senza però avere successo. Un dettaglio importante: qualche giorno dopo lo stesso avrebbe intercettato uno dei due bulli a bordo del bus, riconoscendolo come l’autore della rapina commessa a Largo Donatori di Sangue. Una testimonianza preziosa per i detective della Squadra Mobile che, per almeno due mesi, hanno lavorato per dare nome e cognome ai protagonisti della scena di violenza andata in onda in pieno centro, nell’ultimo periodo diventato troppo spesso il cuore delle azioni di baby gang o ragazzini in vena di vandalismi. Raccolti tutti gli indizi e imbastita un’informativa basata su gravi indizi di colpevolezza e il pericolo della commissione di altri reati, era stata chiesta al gip la misura cautelare. Nel giro di poco, entrambi i ragazzi erano stati portati all’istituto penitenziario minorile, la massima misura cautelare prevista. 

L’altro caso 

Il 5 maggio è anche la data stabilita per il giudizio immediato chiesto dalla procura nei confronti del 17enne originario della Nigeria arrestato dai carabinieri, sempre nel febbraio scorso, per la rapina avvenuta il 24 settembre nei bagni pubblici di piazza Roma ai danni di un coetaneo a cui era stato strappato lo zaino dopo un’aggressione fatta di spintoni e un calcio allo stomaco. Erano stati prelevati poco meno di 20 euro. Il minore accusato del blitz si trova in carcere. 

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