Tolleranza zero contro l'abuso di alcol e le risse: in pochi giorni multe e due locali chiusi

Mercoledì 23 Marzo 2022 di Stefano Rispoli
Tolleranza zero contro l'abuso di alcol e le risse: in pochi giorni multe e due locali chiusi

ANCONA - Dopo le multe, le chiusure dei locali. È tolleranza zero contro l’alcol. Non solo le sanzioni agli ubriaconi e a chi passeggia con un drink in mano la sera o, nel caso del Piano, a qualsiasi ora. Dove non arriva l’editto della Mancinelli, ci pensa la questura, intervenuta ieri per sigillare il Bar a Onda (meglio conosciuto come Bar del Porto) a seguito dell’aggressione subita sabato sera da Emanuele Amatori, il 32enne anconetano figlio di Franco, docente della Bocconi. «Ha rischiato la propria vita», scrive in una nota la polizia: ieri è stato operato nel reparto maxillo-facciale di Torrette, la prognosi iniziale è di 40 giorni. 

 

La stangata

«Stavamo solo giocando», si è giustificato il 20enne statunitense che l’ha preso a cazzotti, arrestato dalla polizia e ora a Montacuto (oggi l’udienza di convalida), risultato positivo ai cannabinoidi e all’alcol test con un tasso di 2,90 mg/l. «Tale stato di alterazione fa presumere che il soggetto abbia assunto alcolici presso il suddetto locale - informa la polizia - ovvero, già in stato di ebbrezza, abbia continuato ad abusarne presso lo stesso: il fatto che l’aggressore fosse già in stato di alterazione da sostanze alcoliche è stato riscontrato anche da quanto raccolto in sede di escussione di alcuni testimoni». Il questore Cesare Capocasa ha ritenuto inoltre che l’aggressione sia avvenuta «in relazione ad un’assoluta mancanza di controllo da parte della titolare del locale, peraltro assente in occasione degli avvenimenti», giudicati «di estrema gravità» e in grado di «creare notevole allarme sociale», dal momento che «nella circostanza sono stati inconfutabilmente compromessi l’ordine e la sicurezza pubblica». 

Le sanzioni 

Di qui la decisione del questore di chiudere il “barì” del porto per 10 giorni: i sigilli sono stati apposti ieri mattina dagli agenti della Divisione Amministrativa. La misura segue la multa e l’ordinanza di divieto di spettacoli pubblici emessa dal Comune nei confronti dello stesso locale dopo il concerto di musica live organizzato il 12 marzo scorso senza aver chiesto l’autorizzazione. 
Ormai è guerra contro l’alcol, considerato il principale nemico dell’ordine pubblico. Ma ogni ordinanza, per essere davvero efficace, ha bisogno di controlli che fin qui hanno generato solo tre multe, tutte emesse dalla polizia al Piano a carico di un italiano, un romeno e un pakistano pizzicati a bere in strada. In piazza del Papa, invece, è stato sanzionato e chiuso per 4 giorni il Civico 61 per un barista che non indossava la mascherina mentre serviva i clienti. 
Ed è sempre riconducibile all’alcol il deprecabile show di un tunisino arrestato lunedì sera in via Lilli, dietro via De Gasperi. 

Il blitz

Erano le 21,30 quando il 32enne, già conosciuto per i suoi precedenti, ha dato in escandescenze all’interno di un condominio: gridava e batteva i pugni contro la porta di un’abitazione. A chiamare il 112 sono stati gli inquilini del palazzo. I poliziotti hanno trovato il tunisino che, sotto effetto di una sbronza da paura, continuava a sbraitare: come li ha visti, li ha insultati e si è scagliato contro di loro, sferrando calci. Con un morso ha ferito alla mano un agente. Il motivo della sua ira? Un tempo viveva in affitto nell’appartamento che stava prendendo a calci: era così ubriaco che era convinto di abitare ancora lì. I poliziotti hanno dovuto ammanettarlo e portarlo in questura, dove ha trascorso la notte: ieri mattina l’arresto per resistenza e lesioni è stato convalidato dal giudice che, però, l’ha rimesso in libertà, sia pure con l’obbligo di firma in questura. 

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