Ospedale di Torrette, i ricoveri corrono: il limite dei 110 è a un passo. «Dateci subito 65 infermieri»

Giovedì 5 Novembre 2020 di Maria Cristina Benedetti
Ospedale di Torrette, i ricoveri corrono: il limite dei 110 è a un passo. «Dateci subito 65 infermieri»

ANCONA  - Sempre più in alto. La curva dei contagi non si placa: in meno di 24 ore nella cittadella sanitaria degli Ospedali Riuniti fa segnare un +9. Ieri, allo step delle 16, si contavano 100 casi, appena un soffio sotto il limite dei 110, oltre il quale la Direzione ha stabilito di non andare. Non uno di più, per scongiurare di tornare a essere Covid Hospital come la scorsa primavera, con il picco dei 240 ricoveri di aprile e il resto delle attività ordinarie blindate, o quasi. Così a Torrette si lavora di cesello al piano per la conversione dei posti letto. Nel segno dell’emergenza e non intaccando le aree chirurgica, oncologia, cardiologia e i reparti di alta specialità.

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Le sforbiciate ai settori meno coinvolti nella battaglia al virus saranno imprescindibili, ma senza rinunciare a potenziare le forze in campo. Ieri è partita la lettera per chiedere all’Asur 65 infermieri. Subito. Saranno figure a tempo determinato, con tre mesi di contratto, da attingere dai 3.000 della graduatoria preliminare del concorso partito lo scorso anno e stoppato dall’incedere del Coronavirus. L’operazione, che trova copertura finanziaria nelle pieghe del decreto legge 34, dal sottotitolo “Misure urgenti in materia di salute”, e nel piano assunzioni Asur 2020-2021, non sarà la sola mossa per farcela: arriveranno medici e neolaureati. Si tracceranno confini e perimetri dei campi d’azione. 

Una controffensiva, che passa anche attraverso una campagna di massa: saranno disponibili a giorni i 4.000 tamponi antigenici necessari per garantire lo screening di tutti i dipendenti. L’obiettivo è far scattare l’operazione-sicurezza su 3.600 lavoratori già da mercoledì. E dalla prossima settimana si potranno eseguire tamponi a pagamento nel Covid-camper, sistemato nel parcheggio dell’ospedale, in misura compatibile con la sua funzione primaria: controllare i potenziali pazienti dell’ospedale. 


Si sfrondano necessità e polemiche per arrivare al nuovo ordine dei fattori. E si parte da un assunto: dei 110 posti letto dedicati ai pazienti infettati dal virus, una novantina sono già occupati. Tradotto: per evitare l’allarme rosso va applicato alla lettera il piano pandemico regionale, inciso nella delibera 1251 di agosto, che prevede l’apertura e la programmazione dei altri presidi del territorio. Come Camerino, che non è stato ancora attivato, e il Covid Hospital di Civitanova che non avanza a pieno regime. E Torrette, che prosegue la marcia di conservazione della sua mission aziendale: il prossimo passo sarà allestire 24 postazioni al sesto piano, dove sorgerà il punto nascita del nuovo Salesi. 

Flessibilità, innanzitutto, vanno ripetendo agli Ospedali Riuniti, mentre ricordano che ci sono limiti legali per la creazione di posti in più. Ripassano i numeri dell’urgenza, ai quali si aggiungono circa 20 letti di terapia sub-intensiva, già utilizzati nella Medicina d’urgenza al secondo piano; i 40 delle Malattie infettive; i 18 della Clinica di Rianimazione e la decina di quelli presenti nell’Osservazione Breve Intensiva. Non uno di più.

 

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