Massimo Giuliani, deve scontare dieci anni per furti e rapine: trovato e arrestato in Croazia

Sabato 1 Febbraio 2020 di Edoardo Danieli
Massimo Giuliani, deve scontare dieci anni per furti e rapine: ​Massimo Giuliani, deve scontare dieci anni per furti e rapine
ANCONA Operazione Shadow, the end. Perché la polizia, Massimo Giuliani e Nicola Soccio, li aveva individuati e catturati, nel 2009, al termine dell’indagine, chiamata appunto Shadow, che aveva permesso di fermare una pericolosissima banda di criminali dediti a furti e rapine che aveva imperversato in provincia di Ancona. Dopo due anni di carcere, la banda, di ricorso in ricorso, aveva atteso in libertà l’esito dei processi. La Cassazione, nell’aprile dell’anno scorso, aveva, in maniera definitiva, stabilito la loro colpevolezza: dieci anni da scontare in carcere. Quando i detective della Mobile erano andati ad arrestarli Soccio era stato preso; Giuliani era riuscito a far perdere le proprie tracce.

 

La tecnologia, che tanto lo aveva aiutato nella sua carriera criminale, questa volta ha giocato a favore degli investigatori che, attraverso tracce digitali, sono riusciti ad individuarlo nel suo buen retiro in Croazia. Dove è stato arrestato a casa di una donna e, ieri, riconsegnato alla polizia italiana. Ad attenderlo, al valico di frontiera di Fernetti a Trieste, c’erano gli stessi agenti che lo avevano arrestato la prima volta. Shadow, the end.

Giuliani, 57 anni, anconetano residente a Falconara, e Soccio, 36, pugliese di San Giovanni Rotondo, a lungo residente a Camerata Picena, sono stati soci in una ditta di import-export di mobili con sede in Vallesina. Nel 2009 furono accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato, riciclaggio e ricettazione, insieme ad altri sette complici di cui uno, già dipendente del Comune di Ancona, nascondeva in casa tre pistole, 250 grammi di cocaina e la refurtiva di alcuni colpi. Tra l’aprile e il maggio del 2009, sono stati ritenuti responsabili di una quindicina di colpi in tutte le Marche: furti con l’esplosivo agli sportelli bancomat, assalti a tabaccherie, depositi di aziende e tir in sosta. Una banda hi tech, capace di allestire un furgone in grado di impedire intercettazioni e di oscurare le frequenze degli allarmi anti-furto. Erano forniti di bombole di ossigeno e acetilene per far saltare gli sportelli bancomat e di un sistema che consentiva loro di tagliare come cartone le lastre di acciaio.

L’indagine della Squadra mobile della questura di Ancona, coordinata dalla procura, aveva permesso di identificarli e di bloccarli ma, dopo due anni di carcere, i due erano usciti, in attesa della definizione della loro posizione processuale che, ad aprile dello scorso anno, era stata sancita dalla Corte di Cassazione con una condanna a 10 anni. Ne era seguito l’ordine di esecuzione per la carcerazione della procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Perugia, competente per il territorio marchigiano delle sentenze della Cassazione. Il 20 aprile del 2019 era stato catturato Soccio mentre Giuliani era riuscito a fuggire. 

L’indagine della Mobile e del Servizio Centrale Operativo della Polizia è proseguita con slancio ancora maggiore: la cattura di Giuliani è diventata una missione coronata da successo quando il latitante è stato individuato nella città croata di Zrnovnica, dove Giuliani aveva trovato rifugio aiutato da una donna del posto. Messo a fuoco l’obiettivo, al termine sono scattate le manette ai polsi di Giuliani. Ieri, i titoli di coda. I poliziotti della Squadra Mobile di Ancona, Sezione Catturandi, al valico di frontiera di Trieste hanno notificato il provvedimento di cattura al latitante e lo hanno accompagnato alla casa circondariale di Trieste. The end. Ultimo aggiornamento: 09:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA