Marina Dorica, prende a pugni l'armatore per soldi: «Se ti incontro da solo ti ammazzo». Skipper finisce a processo

Giovedì 24 Giugno 2021 di Stefano Rispoli
Marina Dorica, teatro dell'aggressione

ANCONA - «Ti spaccherò la faccia ogni volta che ti incontrerò». È solo una delle minacce che uno skipper anconetano avrebbe rivolto a un armatore senigalliese, a cui nel febbraio 2018 avrebbe teso un agguato a Marina Dorica. «Sei un ladro!», gli avrebbe urlato, mentre lo colpiva alle spalle con 4-5 pugni diretti al volto, così forti da farlo cadere a terra e costringerlo a rivolgersi al pronto soccorso, da cui è stato dimesso con 7 giorni di prognosi.

 

  
«Ogni volta che vado a Marina Dorica ho paura di incrociarlo: per fortuna ho cambiato auto, almeno non mi riconosce», ha riferito ieri al giudice il manager 52enne, presidente di un’associazione di vela, nell’ambito del processo incardinato contro lo skipper 46enne, accusato di lesioni personali, minacce ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Per un periodo i due avevano avuto rapporti di amicizia e di lavoro, fino a quando l’istruttore, difeso dall’avvocato Fulvia Bravi, non è stato allontanato dall’associazione, di cui faceva parte, per l’improvvisa sparizione di una somma di 5mila euro relativa a un evento organizzato nel Capodanno 2016.

Da allora, i rapporti si sono ridotti a uscite in barca e mansioni nautiche che, secondo la vittima, assistita dall’avvocato Corrado Canafoglia, sono state sempre pagate regolarmente. «Ma da quel momento lui ha cominciato a perseguitarmi con telefonate e messaggi perché pretendeva altro denaro da me», ha raccontato in aula l’armatore, che ha ripercorso anche l’episodio dell’aggressione. 


Era una mattina del febbraio 2018. Il 52enne si trovava a Marina Dorica per alcune commissioni quando, all’uscita da un’officina, mentre stava trasportando a mano del materiale, sarebbe stato aggredito alle spalle dal 46enne. «Mi ha raggiunto al volto, da dietro, colpendomi con 4-5 pugni», ha riferito la vittima, caduta a terra senza possibilità di reagire. Tre giorni dopo l’armatore si è rivolto al commissariato di Senigallia per sporgere denuncia.

«Mi ha minacciato, dicendo che tutte le volte che mi avrebbe incontrato mi avrebbe riempito la faccia di schiaffi e pugni», ha raccontato ai poliziotti, producendo il certificato medico con cui è stato dimesso dall’ospedale di Senigallia con 7 giorni di prognosi per un trauma contusivo all’occhio. Altre minacce sarebbero arrivate nei mesi successivi, come nel maggio 2018 quando, brandendo un casco sul pontile di Marina Dorica, l’imputato avrebbe gridato all’armatore: «Quando ti incontro da solo ti ammazzo».

Ieri è stata ascoltata anche l’ex moglie del 52enne che, preoccupata, si era rivolta alla polizia dopo aver ricevuto degli sms inquietanti da parte dello skipper, che dava del verme al suo ex marito e si diceva dispiaciuto per lei e per i loro figli. Il processo è stato rinviato al 15 dicembre per l’esame dei testi della difesa. 

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