L'inferno di Giulia, il racconto choc alla festa della polizia: «Diceva di amarmi, il mio ex è arrivato quasi a strangolarmi»

Giulia ha denunciato le violenze subite
Giulia ha denunciato le violenze subite
di Teodora Stefanelli
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Mercoledì 13 Aprile 2022, 01:50 - Ultimo aggiornamento: 15:34

ANCONA - Tra le testimonianze riportate dagli agenti in occasione delle celebrazioni per il 170esimo della polizia anche storie di violenza sulle donne, come quella di Giulia, una giovane donna che per due anni è stata costretta a subire le angherie psicologiche e fisiche del compagno. «All’inizio – si legge nella lettera – diceva di amarmi, che avrebbe fatto qualsiasi cosa per me. Poi le cose sono degenerate e lui voleva che fossi solo sua. Dovevo esaudire tutti i desideri e non oppormi mai, costretta a subire baci e strusciamenti vari contro il mio volere».

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Giulia alla fine ha deciso di lasciare quell’uomo ossessionato. Da lì le cose sono andate peggiorando: «Mi seguiva ovunque, insultava me e chi mi stava vicino. Mi sputava addosso e ha provato anche a strangolarmi». Per lei è stato difficile chiedere aiuto: «Ero terrorizzata e ormai non avevo più fiducia in nessuno finché non mi sono rivolta alla polizia». L’uomo è stato denunciato e poi arrestato: «Quando mi hanno chiamato dalla questura mi sono messa a piangere. Una liberazione. Ma, oltre alle donne in difficoltà, altro focus dell’evento è stata la lotta delle truffe agli anziani. 


Anche in questo caso denunciare non è semplice. Lo racconta in una lettera Mario, 80enne che vive nella periferia anconetana. Mario ha un figlio, Roberto, che fa il rappresentante. «Un giorno mi arriva una telefonata da un presunto agente di polizia. Dice che mio figlio si trovava in questura, trattenuto lì perché aveva causato un incidente stradale dove alcune persone erano rimaste gravemente ferite. Per risolvere la questione e lasciarlo andare il fantomatico poliziotto e un suo complice finto avvocato chiedevano una cauzione di 3mila euro in contanti». L’80enne, però, invece di cadere nella trappola dei due truffatori ha chiamato il 112 dando l’allarme. «I poliziotti, quelli veri, mi hanno detto che altri genitori erano caduti nello stesso tranello dando denaro e preziosi al finto legale. Non bisogna vergognarsi. Solo denunciando si possono fermare queste persone». 

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