Ciclovia del Conero, è il momento degli appalti: sette chilometri di pista da realizzare in sei mesi

Ciclovia del Conero, è il momento degli appalti: sette chilometri di pista da realizzare in sei mesi
Ciclovia del Conero, è il momento degli appalti: sette chilometri di pista da realizzare in sei mesi
di Massimiliano Petrilli
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Mercoledì 8 Dicembre 2021, 05:50

ANCONA - La fase degli studi e dei progetti è finita. Ora si passa ai cantieri per realizzare la biciclovia del Conero tra Pietralacroce e il posteggio a monte di Portonovo. Il Comune ha pubblicato «la procedura negoziata telematica per l’appalto dei lavori di realizzazione del settore I della biciclovia del Conero» che dispone di un budget di 691mila euro. 

Il progetto

Nei giorni scorsi era stato approvato il progetto esecutivo dell’opera dopo la variante al tracciato approvata ad agosto. Il tracciato si sviluppa per 7.151,16 metri (di cui 851 metri su strada asfaltata carrabile esistente, a bassa intensità di traffico e con limite di velocità di 30 km/h). I tempi di esecuzione, non cambiando sostanzialmente l’entità ed il genere di opere previste, resta stabilito in 6 mesi, con eventuali altri due mesi per il completamento delle piantumazioni nei mesi più idonei. Il percorso originario era stato rivisto e corretto dalla Giunya Mancinelli l’estate scorsa soprattutto per contenere i costi che altrimenti avrebbero sforato le disponibilità di bilancio. In origine si pensava che tracciare la pista in parallelo alla strada provinciale del Conero fosse la scelta progettuale più azzeccata per contenere il dislivello del tracciato, porsi in posizione più elevata, consentire un raccordo puntuale con il sistema del trasporto pubblico locale, agevolare l’accesso ai mezzi di soccorso. Ma quando si è trattato di definire le condizioni di esproprio con i privati e durante la conferenza dei servizi con altri enti interessati «sono emerse condizioni - si legge nella relazione - che comporterebbero un ingente aggravio di spesa che supera le disponibilità economiche assegnate all’opera». In particolare i costi di esproprio delle aree prossime alla strada provinciale si sono rivelati superiori, mentre osservazioni sono state avanzate dalla Provincia, dal Parco del Conero e dalla Soprintendenza che «ha richiesto la realizzazione di 22 saggi di scavo preventivi, sotto la direzione di un archeologo, da eseguirsi dopo l’avvio dei lavori ma prima di ogni modificazione del suolo attuale».

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