Tamberi e il gesso: così il simbolo dell'infortunio diventa un portafortuna

Domenica 1 Agosto 2021 di Paolo Ricci Bitti
Tamberi e il gesso: così il simbolo dell'infortunio diventa un portafortuna

Non che "Gimbo" Gianmarco Tamberi non avesse abituato a comportamenti singolari tipo l'inguardabile viso rasato a metà ("Half-shave" è uno dei soprannomi del 29enne marchigiano delle Fiamme oro), ma davvero il primo italiano salito sul podio, e fino all'oro, del salto in alto si è superato schierando in pista a Tokyo il gesso della caviglia sinistra.

Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto

Sì, il tutore in gesso e fibra di vetro che gli avevano applicato dopo l'operazione per riattaccare il tendine di Achille nel luglio del 2016: era in forma splendida e stava dominando le gare in vista delle I'Olimpiadi di Rio quando si trovato invece sottio i ferri del chirurgo. Una mazzata, anche perché si tratta di uno degli infortuni più pesanti che possano colpire un atleta, per di più nel fiore della maturità sportiva. Un disastro che ha imposto anche una durissima rieducazione mentale, oltre al sudore versato senza sosta in palestra per cinque anni. 

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Così, nel borsone con asciugamenti e scarpe, Tamberi ha infilato anche quel gesso, simbolo della sfortuna più nera. Nessuna firma di parenti e amici, come si usa fra chi non salta fino alla Luna, ma la scritta "Road to Tokyo 2020", poi corretta per colpa della pandemìa. Una X a cancellare "2020" e sotto l'aggiunta "2021".  Insomma, una zampa di coniglio, un grande cornetto rosso o una collana di aglio avrebbero fatto meno scalpore. Solo Tamberi poteva trasformare un ortopedico ricordo della jella in un talismano portafortuna da sfoderare durante la gara e da baciare e brandire poi dopo la vittoria insieme alla bandiera verdebiancorossa: mancava solo che lo prestasse per qualche istante a Elisabetta Caporale di RaiSport che lo attendeva a bordopista. Proprio davanti alla cronista Tamberi ha abbracciato ancora Mutaz Essa Barshim con cui ha diviso la medaglia d'oro: sono amici, sono entrambi arrivati sul tetto del mondo dopo il medesimo infortunio. Ma chissà dove ha gettato il gesso il saltatore del Qatar.  

 

 

Ultimo aggiornamento: 19:03
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