Sassuolo-Lecce 4-2, De Zerbi sogna l'Europa, Liverani alla 6^ sconfitta di fila

Sabato 4 Luglio 2020
lQuattro a 2 per il Sassuolo, 14 gol in 5 partite, dalla ripartenza, e speranze di settimo posto. 

Sei sconfitte di fila, per il Lecce, dopo 3 successi in sequenza, fra cui quello incredibile a Napoli, prima del Covid. Liverani è rimasto a lungo in zona salvezza, in stagione, rischia di staccarsi in anticipo e lascia speranze di rientro a Spal e Brescia, almeno per la terzultima posizione. Il rammarico è nei volti del presidente Saverio Sticchi Damiani, nipote di Angelo, presidente dell’Aci e vicepresidente della Fia, del vice Corrado Liguori e del ds Mauro Meluso, ex laziale. 

Sky sceglie di lasciare l’effetto visivo con gli stemmi delle squadre e della lega calcio solo in avvio, il resto sono i soliti spalti vuoti, visti dal Mapei come dalla tv, in tribuna stampa. 
I neroverdi schierano il 4-2-3-1, sono fra le squadre che tengono di più la palla e con il minor numero di lanci lunghi. Ma al 5’ è proprio un long line di Locatelli a liberare Caputo sulla trequarti, in posizione regolare: solo Ronaldo e Immobile sono come l’attaccante produttore di birra, nelle ultime due stagioni, ovvero ad almeno 15 reti; più dell’argentino Paz è colpevole il rientrante Lucioni, che De Zerbi voleva portarsi qui, dal Benevento.
In avanti sono in ribasso gli ex Babacar, che a Modena nel 2013-14 in ribasso rispetto a quando fu terzo cannoniere della serie B, e Farias, che nel primo Sassuolo in serie A aveva mostrato qualcosa.
De Zerbi si arrabbia con Kyriakopoulos perchè non si smarca, in realtà chissà cosa dovrebbe fare Liverani, per una squadra che si è smarrita. Anche sul tocco ravvicinato di Gian Marco Ferrari, deviato da Gabriel, che qua vicino fu protagonista della promozione del Carpi in A. 

Dopo 20’, i salentini migliorano. Al primo angolo il pareggio, cross mancino di Calderoni, Locatelli è fuori posizione e Lucioni realizza il 30° gol da professionista, a 33 anni. Quando il Benevento debuttò in A, venne fermato 2 mesi per un presunto doping. 
Il Sassuolo pressa alto, a salvezza certa può rischiare, all’inseguimento del Milan. Qui le trame giallorosse convincono, gestite da Tachtsidis, che alla Roma Zeman preferiva a De Rossi, discreti anche il ceco Barak - meno abile a difendere, a piedi piatti - e l’ucraino Shakhov, che finisce a fare il centrocampista di sinistra, passando il modulo da 4-3-1-2 a 4-4-2. I neroverdi non trovano più spazi, Paz devia il destro da fuori di Traorè. Il Lecce benfigura contro una squadra che lascia giocare. All’intervallo un giocatore si ferma per Sky un minuto ma il collegamento non arriva, subito la pubblicità, e allora rientra in spogliatoio. I giardinieri del Mapei innaffiano il campo, alla ripresa si odono le urla del match analyzer emiliano persino da fuori dallo stadio che potrebbe accompagnare la Reggiana verso il ritorno in serie B, dopo 21 stagioni.

Il Lecce riparte bene, poi si rivede la formazione marchiata Mapei, seguita sempre in tribuna dallo staff degli specialisti dei test voluto da Giorgio Squinzi, dal ciclismo al calcio. Paz abbraccia Ferrari e lo lascia, il centrale modenese gli aveva preso il tempo, certo resta il classico rigorino da Var e da ultimi anni. Marlon sgambetta Babacar, sul fronte opposto, Massa fischia la punizione, il fallo è sulla linea e allora il Var Chiffi lo corregge. Il senegalese va sul dischetto, invece entra Marco Mancosu per battere il rigore e Consigli quasi lo prende: è alla prima stagione da titolare, a 32 anni, arriva a 11 reti, per la gioia anche dei due fratelli, calciatori professionisti, sardi. Marlon non è nuovo a questi errori, il Barcellona l’ha venduto al Sassuolo per 6 milioni, tanti.
Sul 2-2, il risultato dell’andata, le squadre si allungano, Farias invita al tiro Falco, non va, e sul capovolgimento arriva l’unico squillo della serata di Boga, il più dribblomane della serie A, controllo e conclusione angolata. Impossibile che resti a Sassuolo per la 3^ stagione, vale la Champions league e da titolare. Per i “ceramisti” è il terzo tris in sequenza, per Berardi, Caputo e Boga il totale è di 37 reti. L’attacco di casa è il 5° del campionato, testimonia la differenza fra De Zerbi e il predecessore Iachini, che peraltro aveva salvato il Sassuolo vincendo a San Siro con l’Inter. 

Va a segno anche il 21enne Muldur, diagonale su Calderoni, fra i tanti del Lecce più abili in fase offensiva, come dimostrò segnando al Milan di Pioli, appena subentrato. De Zerbi ha ritardato il cambio con Toljan, così il turco ripetere la prodezza di Firenze. Due chance finali per il Lecce, che ha di gran lunga la peggior difesa della serie A. E’ impossibile salvarsi con 70 reti subite in 30 partite. Domani deve tifare Udinese, con il Genoa, per restare a un punto dalla salvezza.

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  Ultimo aggiornamento: 22:04
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