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Da Civitanova alla squadra super campione, il delirio della quota Lube: «Non svegliateci, c'è tempo»

Fabio Balaso
Fabio Balaso
di Gianluca Pascucci
3 Minuti di Lettura
Martedì 13 Settembre 2022, 05:05 - Ultimo aggiornamento: 12:58

Dal tetto d’Europa a quello del mondo in appena un anno o poco più. È stato, quello della Nazionale di pallavolo, un salto alla Tamberi tanto per capirsi. Frutto di lavoro, spirito di abnegazione e incoscienza che ti permette di non sentire la pressione e la stanchezza, quando sei allo stacco. Naturalmente ed inevitabilmente nell’Italia campione del mondo c’è tanta Lube, a cominciare da coach De Giorgi e dal suo staff: Giolito, Caponeri e il professor Bergamaschi, e poi i giocatori.

Le scommesse vinte dal duo Massaccessi-Cormio, che riescono sempre a pescare il giocatore e l’allenatore giusto. Quando per esempio Fabio Balaso arrivò a Civitanova era una promessa o poco più, ora a Katowice il libero ventiseienne è stato votato come il migliore del torneo. «La squadra è stata monumentale, dedico questa vittoria alla mia famiglia, a mia moglie. - ha detto il giocatore veneto - Abbiamo fatto una cosa incredibile, a casa loro nessuno se lo aspettava, direi nemmeno noi – ha poi detto Balaso - nella finale abbiamo sempre mantenuto la calma, anche in svantaggio, questo è stato il segreto, era fondamentale non farsi prendere dalla fretta. Io il più grande libero del mondo? Non penso proprio, faccio quello che posso». 


Anzani e Zio Pasquale
Nel gruppo mondiale forgiato da Fefè De Giorgi spicca poi la personalità di Simone Anzani. Il vice capitano azzurro ha iniziato in sordina ma poi è venuto fuori con tutta la sua esperienza. Non era facile per Anzani giocare con il cuore spezzato per la morte dello zio Pasquale, cui ha dedicato la vittoria indossando anche la maglia azzurra con il suo nome. «Forse qualcuno ci spingeva dall’alto, in ogni caso ce l’ho fatta – ha esultato Simone Anzani, che ha 30 anni ed è il vice capitano azzurro – siamo un gruppo speciale, unito: abbiamo fatto qualcosa di straordinario, ora lo capiremo, ma non subito, non svegliateci ancora».

Ora ai due alfieri azzurri della Lube manca solo la ciliegina dell’oro olimpico, l’unico trofeo ancora assente nel ricco palmares della Federvolley. E chissà che a fornire il proprio contributo non ci sarà anche il terzo biancorosso di Katowice, Mattia Bottolo. Una delle scommesse della prossima stagione del club campione d’Italia, che al mondiale è rimasto in panchina come l’osimano Mosca, ma che alla Lube, potrà diventare protagonista. 

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