Da Serra Sant’Abbondio al monastero di Fonte Avellana, un'escursione tra natura e spiritualità. Ecco i sentieri Cai da seguire

Giovedì 2 Settembre 2021 di Saverio Spadavecchia
Il monastero di Fonte Avellana

SERRA SANT'ABBONDIO - Escursione tra natura, boschi e spiritualità quella che da Serra Sant’Abbondio porta a Fonte Avellana, per riscoprire le radici di un territorio montano che da millenni ha saputo legare il proprio vivere con la fede dei tanti santi che proprio in questi luoghi sono transitati nel corso dei secoli.


Molto facile trovare il punto di partenza del percorso, proprio nelle immediate vicinanze della strada che da Serra Sant’Abbondio conduce a Frontone. Dopo un primo tratto piuttosto impegnativo, dove la traccia differisce leggermente da quella indicata dalla cartina (per questo motivazione è fortemente consigliata la cartografia resa disponibile attraverso il Cai pesarese) il sentiero 273 è piuttosto facile da seguire anche se durante il percorso si incontrerà un lungo traverso non coincidente con quello indicato ma in ogni caso segnalato e che permetterà in ogni caso si mantenere correttamente la strada verso il monastero di Fonte Avellana.

 

 

Per affrontare questo percorso, come sempre è necessario analizzare con attenzione le condizioni meteo, portare con sé una scorta d’acqua sufficiente per affrontare i 13 km circa del percorso di andata e ritorno e come già detto munirsi di una cartografia capace di rendere più agevole il percorso. Fondamentale il giusto abbigliamento, scarpe comprese.
Il punto di arrivo è il monastero di Fonte Avellana, un luogo dalla storia millenaria. Le sue origini risalgono alla fine del primo millennio d.C. e sono legate in maniera strettissima alla storia dei camaldolesi. L’eremo fu forse fondato da San Romualdo nel 980. Notevole impulso diede all’abbazia l’opera di San Pier Damiani, che qui divenne monaco nel 1035 e priore dal 1043, non solo per l’ampliamento delle costruzioni originarie ma anche per un forte sviluppo culturale e spirituale che fece dell’eremo un punto riferimento religioso e sociale. La tradizione riporta il numero di 76 santi e beati vissuti nell’eremo. L’Eremo viene citato nella Divina Commedia (Paradiso, canto XXI) da Dante Alighieri, il quale sembra che ne sia stato anche ospite. Eretta abbazia nel 1325, Fonte Avellana divenne una potenza socio-economica, ma nel corso dei secoli iniziò un lento declino poi apparentemente definitivo (epoca napoleonica e poi durante l’unità d’Italia) prima della rinnovata gloria a partire dagli anni ’30 del ventesimo secoli. Il 5 settembre 1982 Papa Giovanni Paolo II ha visitato Fonte Avellana in occasione delle celebrazioni del millenario della fondazione dell’Eremo.
Dopo aver ammirato la bellezza del luogo, sarà possibile ritornare sui propri passi e ritorna a Serra Sant’Abbondio per concludere il percorso tra natura e santità. Il percorso, di andata e ritorno, si percorre in circa 6 ore e mezza, quindi consigliabile partire di prima mattina, e come detto, dopo aver verificato con attenzione le condizioni stabili del meteo.

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