Eccessi in centro storico a Fano, la polizia locale: «Nessuno scontro tra giovani, sulla maglietta non c'era sangue»

Eccessi in centro storico a Fano, la polizia locale: «Nessuno scontro tra giovani, sulla maglietta non c'era sangue». Nelle foto le tracce ematiche e la maglietta imbrattata con il foglio di protesta parzialmente coperti lunedì mattina
Eccessi in centro storico a Fano, la polizia locale: «Nessuno scontro tra giovani, sulla maglietta non c'era sangue». Nelle foto le tracce ematiche e la maglietta imbrattata con il foglio di protesta parzialmente coperti lunedì mattina
di Lorenzo Furlani
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Martedì 6 Dicembre 2022, 03:20 - Ultimo aggiornamento: 09:41

FANO - Salsa di pomodoro utilizzata per imbrattare l’ingresso di un garage condominiale in via Della Valle ma anche gocce di colore rosso scuro dal tipico aspetto del sangue stillato da una ferita lacero contusa sui cubetti di porfido di via De’ Borgogelli all’altezza di piazza Marcolini

Gli atti di teppismo

Chi nella notte tra sabato e domenica scorsi ha eletto gli scalini che da via Nolfi girano in via Della Valle come bivacco per scolare le bottiglie di birra e superalcolici prese al supermercato, aveva portato con sé anche una confezione di passata Mutti buona per praticare dispetti contro i residenti che protestano contro gli schiamazzi notturni e i disordini in quella zona calda del centro storico prossima al Caffè dello Sport. Infatti, a fine nottata tra le bottiglie vuote c’era anche quella della passata di pomodoro, usata verosimilmente anche sui motorini e le bici di cui domenica mattina era stato lamentato dai residenti l’imbrattamento.

Le tracce ematiche

Ma le tracce a ridosso del parcheggio di piazza Marcolini, accompagnate dai fazzolettini intrisi di una sostanza rossa rinvenuti lungo via De’ Borgogelli, erano l’indizio più convincente che i ragazzi quella notte non si fossero dedicati solo alle bevute alcoliche e agli atti di teppismo. Questo, perlomeno, era anche il giudizio, alla vista della fotografia, di un medico specializzato nell’emergenza urgenza. Poi è arrivata la pioggia e ha ripulito tutto, salvo il fazzoletto che si è macchiato interamente di rosso.

Comunque, dagli accertamenti svolti dalla polizia locale, in collaborazione con i carabinieri e la polizia di Stato, ieri è emerso che non ci sarebbero state violenze nella notte incriminata. Ai carabinieri, che domenica mattina avevano eseguito un sopralluogo nella zona dove tre settimane fa erano avvenute le risse tra bande rivali di giovani, affrontatesi davanti alle vetrate del bar con armi bianche (manganelli, una katana e forse coltelli), era stato raccontato di uno scontro tra ragazzi al Pincio, che si sarebbe trascinato fino a quella zona.

Le telecamere non registrano risse

Ma le telecamere del Pincio e anche quelle di via Nolfi non hanno rilevato risse o scazzottature. Soprattutto non sono ritenute di sangue le macchie rosse sulla maglietta bianca abbandonata sul marciapiede di via De' Borgogelli, vicino alla quale domenica mattina era stato affisso da un residente un allarmato foglio di protesta. «Accoltellamenti e sangue - si leggeva -. La paura di uscire di casa. Questo è Fano! Questa è via dei Borgogelli».

Quella maglietta e quel foglio fino alle 9 di lunedì erano rimasti nello stesso posto, davanti all'ingresso degli uffici della Confederazione Italiana Agricoltori, parzialmente coperti a quell'ora del mattino da un cartone e da una bicicletta. Sono stati rimossi solamente nelle ore successive.

L'assessora: «Ma il problema esiste»

«Le verifiche compiute - afferma l’assessora alla polizia locale Sara Cucchiarini - escludono che la maglietta fosse sporca di sangue e anche che siano avvenuti scontri nell’area del centro, però il problema della sicurezza nella zona esiste».

Nessuno al pronto soccorso

In effetti, quella notte nessun residente aveva segnalato di aver sentito grida o rumori e non risulta che al pronto soccorso si fosse presentato qualcuno per farsi medicare ferite causate da scontri fisici. Resta da capire l’origine della maglietta imbrattata di rosso, per la quale ora si affaccia anche l’ipotesi dello scherzo o della massinscena.

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