Tari, il Comune di Pesaro raddoppia i fondi migliaia le famiglie da aiutare

Tari, il Comune di Pesaro raddoppia i fondi migliaia le famiglie da aiutare
Tari, il Comune di Pesaro raddoppia i fondi migliaia le famiglie da aiutare
di Thomas Delbianco
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Giovedì 24 Novembre 2022, 02:25

 PESARO A bilancio per l’operazione Tari il Comune aveva messo inizialmente 230 mila euro. Risorse che l’Amministrazione riteneva sufficienti, benchè convinta che il numero di domande sarebbe stato superiore rispetto alle 100 dell’anno passato, «davanti alle difficoltà del caro-bollette e dei problemi che le famiglie si portano dietro dal periodo della pandemia», ha ricordato l’assessore al Bilancio Andrea Nobili. Ma gli uffici sono stati letteralmente “travolti” dalle istanze telematiche arrivate dalla città.  


Nel complesso


Nel complesso, 2600 famiglie hanno fatto domanda, di cui 2350 accolte, per ottenere lo sconto del 75% della tassa dei rifiuti. E così quella cifra già prevista non poteva coprire il fabbisogno. Sono stati introdotti altri 180 mila euro che diventeranno effettivi con la variazione di bilancio al voto nel consiglio comunale di lunedì, oltre a 60 mila euro ricavati da economie dei Servizi Sociali. Risultato, 470 mila euro investiti. «Con questa somma potremo dare risposte a tutti coloro che hanno presentato la domanda», continua Nobili, mentre il collega al Welfare Luca Pandolfi la definisce «un’operazione record. Siamo molto felici di essere riusciti a raddoppiare il Fondo Tari 2022 proseguendo gli interventi messi in campo già da mesi». 


L’allargamento


E’ stato in particolar modo l’allargamento delle maglia Isee a garantire ad una platea molto ampia di famiglie di poter accedere al beneficio: fino a 2 persone, un Isee di 15 mila euro, Isee non superiore a 20.000 euro per i nuclei composti da 3-4 componenti. E con il tetto di 22.000 euro, per i nuclei composti da 5 e più componenti. Questo era il requisito principale per poter compilare l’istanza di accesso al fondo Tari. Ma non l’unico, importante anche non avere pendenze pregresse nei pagamenti.


Le verifiche


Le verifiche da parte dall’Ufficio Tributi (rappresentato ieri in conferenza stampa da Roberta Uguccioni), e dei Servizi Sociali (rappresentato da Alessandra Capatti) sono terminate: un lavoro che ha richiesto settimane per incrociare tutti i dati, tanto che l’allungamento dei tempi per questo monitoraggio certosino delle domande, ha fatto emergere le perplessità di quelle famiglie che, pur avendo presentato domanda, non sapevano, in assenza di una graduatoria o di altra forma di comunicazione, se avrebbero ottenuto il beneficio. E temevano, dopo aver saldato la prima tranche obbligatoria per tutti, di risultare morosi se non avessero proseguito a pagare anche le successive rate (in particolar modo la seconda con scadenza a metà ottobre e la terza a metà novembre). Non sarà così per le 2350 famiglie che hanno tutti i requisiti, le quali non dovranno fare più nulla. Le cifre previste dal Fondo si aggirano sui 140 euro per le famiglie della 1° fascia (1-2 componenti), 230 euro per quelle della 2° (3-4 componenti), 310 euro per quelle della 3° (5 o più componenti).  In questa ampia platea, c’è qualche famiglia che alla fine ha deciso di pagare almeno una delle rate successive alla prima. Nobili assicura che i soldi torneranno indietro agli esonerati dai 3/4 della Tari, o in maniera diretta, oppure attraverso uno storno nelle bollette del 2023. Per 250 famiglie richiedenti, invece, niente da fare: il 90% degli esclusi è già stato informato dagli uffici della domanda respinta, o perché non in regola con i pagamenti della Tari, o perché non hanno presentato domanda nei tempi indicati o perché non rientravano nei requisiti di Isee indicati non presentata nei tempi, o non in regola con l’Isee stesso. A partire da dicembre potranno saldare i bollettini che ancora non hanno pagato, senza nessuna mora. 

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