L’appello di un padre: «Mia figlia perseguitata dall’ex, lui è fuori controllo, aiutateci. L'abbiamo denunciato più volte, per favore non aspettiamo la tragedia»

L’appello di un padre: «Mia figlia perseguitata dall’ex, lui è fuori controllo, aiutateci. L'abbiamo denunciato più volte, per favore non aspettiamo la tragedia»
di Jacopo Zuccari
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Venerdì 17 Giugno 2022, 03:10 - Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 08:45

MAROTTA - «Da un anno la nostra vita è un inferno a causa di un uomo fuori controllo: qualcuno si metta le mani sulla coscienza, lo dico per il bene di mia figlia e di un bambino di 10 anni». Il groppo in gola, le lacrime agli occhi e a mani giunte. E’ il grido disperato di un padre che non può più vedere soffrire così sua figlia, vittima nel corso delle ultime settimane di un escalation di affronti, minacce, atti vessatori che hanno trasformato la vita in un incubo dell’orrore. 

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La paura
La donna e i familiari riferiscono di aver denunciato già 4 volte l’ex, che continua però a farsi vedere minacciosamente sotto casa e ha più volte dato in escandescenze in un clima di violenza che mette paura. «Non ne possiamo più, stiamo passando queste ultime due settimane a chiamare continuamente la polizia locale e i carabinieri, anche l’altra sera quest’uomo - che è diventato un pericolo pubblico per se stesso e per gli altri - non ci dà più tregua». 
«Ha sfondato il portone del condominio in cui vive mia figlia – racconta angosciato il padre – a Marotta. Quindi è libero di entrare nel palazzo, ha completamente imbrattato con spray i portoni di un appartamento, ha sfasciato le cassette delle lettere, bucato le gomme di un’auto. Mia figlia ha dovuto staccare il telefono non sappiamo più come fare. Ho il terrore che una sera mi arrivi la chiamata dei carabinieri per dirmi, “è successo qualcosa a sua figlia”». 
«Per favore, liberateci da questo incubo, vogliamo che un giudice prenda il prima possibile in mano questa situazione e disponga i provvedimenti, subito prima che sia troppo tardi». Il padre – residente in un comune vicino – ha paura per se stesso e per sua figlia che ha un bimbo di 10 anni. Nell’ultimo anno lei e l’uomo violento – con precedenti penali – non vivono più insieme. A peggiorare le cose lo stato psicofisico dell’uomo che è stato notato più volte in stato di forte agitazione in città.


Aspettiamo il peggio?
Il padre disperato, L.B., operaio specializzato, non chiude più occhio da giorni e anche lavorare in queste condizioni diventa impossibile. «Che male abbiamo fatto per dover subire tutto questo? Quando qualcuno si prenderà la briga di mettere mia figlia al riparo dalla violenza di quest’uomo?», si chiede ancora il padre che lancia un appello. «Vogliamo aspettare un femminicidio nel comune di Mondolfo? Spero di no, abbiamo già sporto 4 denunce. Abbiamo trovato pezzi di frutta e fiori sul portone di casa di mia figlia. Cosa altro dobbiamo aspettare?». 

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