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Tassa di soggiorno, evasi 24mila euro a Pesaro: per 3 albergatori scatta l'ingiunzione

Tassa di soggiorno, evasi 24mila euro a Pesaro: per 3 albergatori scatta l'ingiunzione
Tassa di soggiorno, evasi 24mila euro a Pesaro: per 3 albergatori scatta l'ingiunzione
di Luigi Benelli
3 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Agosto 2022, 06:30

PESARO - Tassa di soggiorno non pagata, scatta l’ingiunzione di pagamento per tre albergatori pesaresi. Il Comune ha infatti emesso la determina che riguarda la riscossione coattiva dei tributi non versati nel 2020. È stata approvata la lista di carico con cui l’Ente affida ad Aspes Spa, il compito di recuperare gli importi non versati dai contribuenti morosi. Si tratta di 3 albergatori per un totale complessivo di 23.794,19 euro. Ora gli imprenditori saranno chiamati a pagare e restituire il dovuto al Comune.

I guai giudiziari

Non sono mancati i processi a Pesaro su questo fronte perché non pagare l’imposta di soggiorno significa poter incorrere nel reato di peculato. Una albergatrice lo scorso anno, per non aver versato circa 9000 euro, si era vista arrivare le ingiunzioni di pagamento. Non avendole corrisposte il caso è finito davanti al Gup e l’imprenditrice è stata accusato di peculato. La donna era stata condannata a 2 anni di reclusione con pena sospesa e 8000 euro di multa. Casi controversi perché per un imprenditore sardo le accuse di peculato erano cadute perché secondo una norma, di carattere tributario, del decreto legge del 19 maggio 2020 (decreto rilancio), «non è configurabile il delitto di peculato nella condotta del gestore della struttura ricettiva che ometta di versare al Comune le somme riscosse a titolo di imposta di soggiorno». La sentenza ha fatto giurisprudenza, ma fino a un certo punto perché per quanto riguarda le condotte antecedenti non è molto chiara l’interpretazione. Tanto che una recente sentenza della Cassazione ha stabilito la «depenalizzazione» introdotta non può avere valore retroattivo.

Altro caso per un altro albergatore che non aveva versato 21 mila euro tra gli anni 2015 e 2017. Il giudice lo ha condannato a 2 anni, con pena sospesa. Condanna anche per due fratelli che non avevano versato 104 mila euro tra il 2014 e il 2017 a 2 anni e 11 mesi e 2 anni e 9 mesi. A fine 2021 la guardia di finanza aveva denunciato per peculato 10 persone, che risultavano i gestori delle strutture ricettive al momento delle indagini, per non aver versato l’imposta per ben 17 alberghi ubicati sul territorio comunale. Mediamente il Comune di Pesaro prevede a bilancio oltre 1 milione di euro dalla tassa di soggiorno all’anno. E c’è un accordo per cui il 5% delle risorse devono essere destinate agli operatori turistici. 

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