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Ospedale nuovo cancellato, il sindaco furioso: «Vado al Ministero. C'è anche il danno erariale»

Pesaro, ospedale nuovo cancellato, il sindaco furioso: «Vado al Ministero. C'è anche il danno erariale»
Pesaro, ospedale nuovo cancellato, il sindaco furioso: «Vado al Ministero. C'è anche il danno erariale»
di Silvia Sinibaldi
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 11 Novembre 2020, 06:20

PESARO - Houston we have a problem. Matteo Ricci parla alla città e a chi ha orecchie per intendere, palesemente adirato in un impeccabile completo blu e cravatta. Le notizie arrivate dal consiglio regionale di lunedì sulla sospensione del project financing per il nuovo ospedale di Muraglia, anticamera di una revoca già annunciata, gli risultano indigeste. 


«Mentre in tutto il Paese si ragiona su come aumentare gli investimenti pubblici sulla sanità, cosa fa la giunta regionale? Prova a cancellare un investimento di 250 milioni, sulla nuova struttura ospedaliera tra Pesaro e Fano di cui discutiamo da 30 anni. È una cosa inaudita e noi daremo battaglia».

 
Sindaco lei è sembrato sorpreso, ma lo stop al project financing e al nuovo ospedale è stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale della destra. Sperava non ci riuscissero?
«Distinguerei la propaganda dal compito di governare. Cancelliamo il nuovo ospedale e lasciamo tutto così? Se i pesaresi non trovano risposte sulla sanità non vanno a Pergola - come sostiene qualcuno - vanno in Romagna. È questo lo scopo? Aumentare la mobilità passiva? Mettere in contrapposizione costa e entroterra sul nuovo ospedale è una scelta miope. L’entroterra ha bisogno di un rafforzamento come tutta la sanità territoriale e ci sono i fondi del Mes dedicati proprio a questo. Ma i 350mila abitanti della nostra provincia hanno tutti bisogno di un ospedale innovativo e moderno. Mi auguravo che la destra una volta arrivata al governo sapesse spogliarsi dell’ideologia, dell’essere contro per governare e risolvere i problemi invece di enfatizzarli».


Sindaco al di là del consenso elettorale questo stop al nuovo ospedale corrisponde a una sentimento trasversale condiviso da molti dei 350mila abitanti del nostro territorio. Dai primi passi per l’integrazione tra gli ospedali di Pesaro e Fano fino all’esplosione del Covid la fragilità di questa organizzazione è stata evidente, coinvolgendo utenti e personale sanitario. Non è un po’ tardi per cadere dal pero?

«Noi abbiamo sbagliato, allungando i tempi in maniera abnorme, abbiamo subìto la propaganda capillare della destra soprattutto nell’entroterra ma il problema ora è un altro. Qual è il modello alternativo? Se il problema è il disagio evidente di gestire due strutture come unico presidio cosa facciamo torniamo indietro o c’è un progetto sostitutivo? Oppure l’obiettivo è cancellare la sanità del nord delle Marche e trasferirla in Romagna?».

Allungare i tempi l’unica cosa sbagliata? Gli ultimi cinque anni sono stati assurdi: dall’algoritmo di Ceriscioli, allo studio sui siti della Provincia, dall’indicazione di Fosso Sejore come sede baricentrica, al ripiegamento su Muraglia e i suoi problemi idrogeologici per non dimenticare l’ostinata scelta del project financing e il ruolo della Renco.
«Ripeto siamo stati troppo lenti, abbiamo discusso all’infinito, passando per procedure complicate. In questi 5 anni, come sindaco, mi sono fidato di Luca Ceriscioli e del suo impegno nel settore della sanità. Ora cambieranno le cose e il mio impegno nei confronti di questi problemi sarà più intenso e soprattutto io sarò molto più presente. Ho già incontrato il direttore Maria Capalbo e il direttore Romeo Magnoni: voglio incontri ogni 15 giorni per fare il punto dettagliato della situazione tanto in ospedale quanto in Area vasta».

Due parole per Acquaroli?
«Vorrei spiegargli che non è pensabile adottare decisioni che riguardano la seconda e la terza città delle Marche senza confrontarsi con i rispettivi sindaci e con gli amministratori della provincia. Ridiscutere tutto è un errore clamoroso e noi daremo battaglia, non staremo zitti. Verificheremo l’ipotesi del danno erariale per i soldi buttati ricordando però che tornare indietro da una fase così avanzata non è mai successo. Su questo voglio coinvolgere i cittadini e il mondo sanitario».

I primi passi del piano di battaglia?
«Oggi sarò a Roma al ministero della Sanità per affrontare la questione e per la prossima settimana ho già chiesto un incontro ad Acquaroli».

E Saltamartini?
«Chiederò risposte anche all’assessore regionale alla Sanità che, tra l’altro sulla questione, non mi sembra del tutto allineato».

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