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L'hotel Elvezia apre h24 ai profughi in fuga dall'Ucraina, anche se solo di passaggio: «Spesso sono mamme e bambini»

L'hotel Elvezia apre h24 ai profughi in fuga dall'Ucraina, anche se solo di passaggio: «Spesso sono mamme e bambini»
L'hotel Elvezia apre h24 ai profughi in fuga dall'Ucraina, anche se solo di passaggio: «Spesso sono mamme e bambini»
di Letizia Francesconi
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Marzo 2022, 07:45

PESARO - Il sistema dell’accoglienza profughi in città attende di strutturarsi e l’iter sembra ancora nebuloso. Enti del terzo settore come Croce Rossa, Caritas o la Onlus Città della Gioia si stanno facendo carico della prima accoglienza in emergenza. Ma il più delle volte come riferiscono le associazioni stesse, si tratta di una soluzione temporanea. I tempi fra la primissima presa in carico e il passaggio successivo per la loro sistemazione in spazi più strutturati e adeguati sono piuttosto lunghi, come nel caso delle giovani madri ucraine da giorni accolte negli spazi della Foresteria di Croce Rossa.

La rete delle strutture alberghiere, che si rendono disponibili ad ospitare i profughi, andrebbe però maggiormente allargata, come osserva Andrea Verde dell’hotel Elvezia, l’unica struttura della città aperta h24 e con accoglienza notturna di emergenza. 

Ospitalità

«Mamme con i propri bambini che arrivano a notte fonda, in cerca di un posto al caldo, c’è chi si ferma anche solo una notte per ripartire l’indomani e chi invece cerca per propri connazionali e conoscenti in arrivo una sistemazione a medio-lungo periodo – così riferisce Andrea Verde - vero è proprio l’hotel Elvezia è il primo punto di arrivo e sistemazione per questi profughi, inserito già nel programma di emergenza freddo. Sono in contatto con la rete delle associazioni che si occupano dell’emergenza ad iniziare da Città della Gioia, ma ora rispetto a qualche settimana fa, stanno cambiando esigenze e richieste. Ho comunicato ai Servizi sociali comunali la disponibilità ad accogliere altre quattro donne, a fare da tramite Olga una badante già nella nostra città da anni. Ma sono stato costretto a indirizzarla alle altre associazioni. La loro esigenza, soprattutto per la presenza di bambini anche molto piccoli, è la disponibilità di un appartamento o comunque di una sistemazione autonoma, e non di una o più stanze d’albergo». 

La gestione

Attualmente nella sede della Foresteria di Croce Rossa hanno trovato accoglienza 8 profughi, soprattutto madri, figlie adolescenti e bambini. L’ultimo arrivo l’11 marzo scorso. «Stiamo ospitando le giovani profughe arrivate fra l’8 -9 e 11 marzo – commenta Antonio Brancadori, coordinatore del gruppo Cri Pesaro – ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione per una nuova sistemazione, e per questo stiamo fornendo quotidianamente un servizio di prima accoglienza. Sappiamo solo che la Prefettura si sta attivando per cercare altre soluzioni abitative più strutturate e idonee e altri alloggi. Nel frattempo alle famiglie lasciamo spazi e autonomia. Attraverso i nostri volontari, mettiamo loro a disposizione alimenti e generi vari per poter cucinare e sono liberi di chiedere o acquistare ciò che desiderano. Mentre per gli spostamenti, fra pratiche burocratiche o altro ancora, sono i volontari ad accompagnarli con i nostri mezzi». Sistemazioni strutturate che vanno però ricercate al di fuori dagli alloggi Cas, centri di accoglienza, che per la maggior parte, come nel caso degli alloggi di Novilara, sono occupati da rifugiati e richiedenti asilo e sono a gestione della cooperativa Labirinto. 

Il viaggio

Per altri profughi ucraini arrivati in prima battuta nella nostra città, a bordo di pulmini, il viaggio è proseguito anche fuori regione. Dopo contatti intercorsi fra Prefettura, associazioni e Autorità di altre città, alcuni di loro hanno trovato sistemazione strutturata verso l’Umbria o l’Abruzzo. È il caso dei 32 profughi, soprattutto donne e minori, arrivati fra sabato e domenica con tre pulmini. 

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