Allarme della Direzione Antimafia: infiltrazioni sul territorio legate allo spaccio e al riciclaggio

Martedì 2 Marzo 2021 di Luigi Benelli
Pesaro, allarme della Direzione Antimafia: infiltrazioni sul territorio legate allo spaccio e al riciclaggio

PESARO - Rapporto semestrale della Direzione investigativa Antimafia, il focus sulla provincia di Pesaro e Urbino riguarda infiltrazioni legate soprattutto al riciclaggio di denaro. Secondo quanto scrive la Dia nel dossier appena uscito «nella provincia di Pesaro-Urbino sono state rilevate e accertate presenze di elementi collegati alle cosche calabresi e campane dedite al riciclaggio ed allo spaccio di stupefacenti». Da registrare l’operazione di settembre con 9 arresti a Reggio Calabria, con la confisca anche di un terreno edificabile anche nella provincia di Pesaro con un terreno confiscato a Frontone. 

 

L’inchiesta

Gli arresti hanno riguardato persone della cosca di Sant’Eufemia d’Aspromonte, considerata dagli inquirenti dipendente della famiglia mafiosa Alvaro di Sinopoli, che ha comprato un terreno edificabile anche in provincia di Pesaro. Nel rapporto si cita anche l’operazione con la quale i carabinieri, nel settembre 2019, hanno arresto in flagranza di reato, nella provincia di Pesaro Urbino, un uomo originario di Sinopoli, in provincia di Reccio Calabria responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di detenzione illegale di arma clandestina con matricola abrasa. La Dia poi fa un inciso: «Nel dettaglio la provincia è stata teatro del sequestro, operato il 2 maggio 2020 dalla Guardia di finanza, di beni riconducibili ad un imprenditore edile collegato al gruppo mafioso Sposato Tallarida di Taurianova, sempre in provincia di Reggio Calabria. La sua figura era già emersa in seno all’operazione “Terramara Closed” condotta nel dicembre 2017. I successivi accertamenti economico/patrimoniali hanno confermato la contiguità con il sodalizio mafioso e la sproporzione tra il reddito dichiarato ed il patrimonio posseduto. Tra gli immobili sequestrati, due sono ubicati a Saltara». Un’operazione che ha un precedente l’anno precedente quando la Guardia di Finanza aveva sequestrato a un altro imprenditore, ritenuto figura di vertice sempre del gruppo Sposato-Tallarida. Il provvedimento aveva riguardato beni per un valore stimato in oltre 13 milioni di euro, interessando, tra l’altro, un immobile a Colli al Metauro. Altro focus sulla Camorra. «In merito al patrimonio illecito del clan Mallardo, il 19 aprile 2020 la Guardia di finanza di Bologna e Rimini ha eseguito un provvedimento di sequestro, tra le province di Pesaro, Napoli e Rimini, di beni immobili, quote societarie e rapporti di conto corrente per un valore di circa un milione di euro nei confronti di un imprenditore di 60 anni, ritenuto un elemento di spicco dei Mallardo». Già noto in passato in una inchiesta per usura. Gli furono sequestrati il locale Lady Godiva, l’Hotel Rex, lo Splendid e il “Caffè Pascucci” di Gabicce Mare. Un soggetto con precedenti per bancarotta fraudolenta, estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori e reati fiscali». Quanto alla droga, si segnalano arresti per eroina e cocaina. Poi un passaggio sul caso dei bancomat fatti saltare in aria. La Dia precisa: «Ci si riferisce in particolare a rapine nei confronti d’istituti di credito, con l’ausilio di materiale esplosivo in danno di sportelli bancomat, perpetrati da soggetti pugliesi. Con l’operazione “Piedi di Corvo”, dell’aprile 2019, è stata accertata l’operatività di un’articolazione del clan barese Stramaglia negli assalti ai bancomat con uso di esplosivo. 

Le indagini

Le indagini hanno documentato come la banda, composta da n. 4-5 persone travisate, riusciva a compiere l’assalto in meno di tre minuti, dileguandosi poi a bordo di auto rubate. Il tutto nella zona di Fano con autori di Orta Nuova». E sono sempre di Orta Nuova i tre condannati per più recenti assalti al bancomat di Gradara.

 

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