Rissa convocata sulla chat: scontro tra due bande di 14enni sedato sul nascere. Signorine scatenate

Lunedì 1 Marzo 2021 di Luigi Benelli
Una rissa tra giovanissimi

PESARO  - Chat bollenti in cui compagnie rivali di minorenni si darebbero appuntamento in un luogo per poi arrivare alle mani e accendere la rissa. Il tutto senza apparenti motivi e con ragazzine tra i fomentatori più accesi. E’ quanto stanno registrando in questi giorni i carabinieri della Compagnia di Pesaro che per tutta la giornata di sabato si sono divisi tra i controlli Covid e l’ispezione di alcuni luoghi caldi come il Campus scolastico, possibile teatro di ritrovo per le risse.

 

 

Una storia strisciante e latente che affonda le radici sulle chat di WhatsApp. Tutto segretissimo, ma ispirato a quanto accade già nelle città più grandi, da Roma a Milano e tutto l’hinterland. 

Una sorta di moda o come si usa dire oggi “Challenge”, ovvero una sfida in cui i protagonisti sono soprattutto quattordicenni e quindicenni. I carabinieri stanno indagando sul caso e proprio sabato pomeriggio hanno fatto la spola con la zona del Campus. Passaggi ripetuti, tanti i ragazzi trovati. Poco prima di cena una segnalazione di alcuni giovani di una lite. Una scintilla, uno scontro ma i ragazzini si sono dispersi in un attimo all’arrivo dei carabinieri. Dei testimoni hanno raccontato di due bande che si sono accapigliate. Pochi ragazzi protagonisti della rissa e tanti spettatori, sempre giovanissimi. Solo un pugno di ragazzini si affronterebbero, il resto è contorno. I militari hanno ascoltato diversi testimoni e ragazzi più grandi. Le bocche sono cucite, c’è come un velo di omertà sul caso come se il rivelare qualcosa potesse dare adito a ritorsioni. Poche parole, dette a mezza bocca tra i «non so niente» e «mi hanno detto ma non sono sicuro». 

Sembra che alla base di tutto non ci sia un motivo scatenante, ma sia piuttosto la voglia di apparire, di attirare l’attenzione e mettersi in mostra tra i coetanei e tra le ragazze. Ma anche vincere la noia. Magari anche facendo rimbalzare la voce sui social e tra le stesse chat. Fuochi di paglia destinati a spegnersi in poco tempo, un malcostume sulla scia delle risse che accadono nei grandi centri, con centinaia di ragazzini protagonisti. Bulli imberbi pronti a sentirsi grandi menando le mani e accendendo zuffe. E c’è di più, secondo quanto emerge dalle forze dell’ordine pare anche che nelle chat, ad accendere la miccia, sarebbero addirittura delle ragazzine. Pronte ad accapigliarsi e tirarsi i capelli. 

Tra i gruppi ci sarebbero anche minorenni albanesi e i carabinieri stanno cercando di capire se ci possano essere anche motivi etnici alla base di alcuni appuntamenti. I controlli sono proseguiti per tutto il pomeriggio-sera di sabato e a parte un episodio, non ci sarebbero stati casi di violenza tali da riportare gravi conseguenze. La zona del Campus è videosorvegliata da diverse telecamere che potrebbero essere utili a individuare eventuali bande e risse. Una storia su cui le indagini proseguono e non si fermeranno. Ma è altrettanto chiaro che è difficile penetrare in queste chat e avere informazioni di prima mano.

Ricordiamo che proprio in settimana un 19enne è stato arrestato in zona campus dalla Polizia locale dopo un alterco con un coetaneo. Il motivo? Un mancato saluto. È bastato poco per accendere la miccia. E il giovane di Sassocorvaro aveva persino un machete da 35 centimetri nei pantaloni. Ha detto che era da collezione e non l’avrebbe mai usato, ma la tensione e la soglia d’attenzione e è alta sui giovanissimi.

 

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