Punto nascite, un reparto che Vale: non solo tradizione, ecco perché Rossi e Novello hanno scelto l'ospedale di Urbino per Giulietta

Domenica 6 Marzo 2022 di Gianluca Murgia
Francesca e Valentino felici

URBINO  - Giulietta Rossi e mamma Francesca Sofia Novello torneranno a casa, a Tavullia, oggi. Ieri è stata una giornata blindata all’ospedale di Urbino: babbo Valentino (fa strano chiamarlo babbo, eh?) è salito in reparto da un ingresso secondario, defilato agli occhi dei curiosi. Poi, nel tardo pomeriggio, è stato raggiunto dal padre e fratello di Francesca. Insomma, il settimo cielo della famiglia Rossi–Novello è sempre più affollato e non ha occhi che - prendendo in prestito l’amico Cremonini - per questa “ragazza del futuro” che si è presentata in perfetto ritardo: nel cuore della notte, superando in staccata il compleanno di Valentino e di slancio la presentazione della nuova squadra al teatro Rossini, rubando infine la scena alla prima giornata del MotoMondiale d.r. (dopo Rossi). 

 

Il termine “rinascimento”, non ce ne vogliano nei pressi di Palazzo Ducale, assume un nuovo concetto: qui è nata mamma Palma, poi nel 1979 Valentino, quindi nel 1997 Luca e ora baby Rossi Giulietta (nome che, dicono i bene informati, è stato ispirato alla santa del 16 febbraio, giorno del compleanno di Rossi). Roba da appendere fuori dal reparto un cartello con su scritto “Attenzione, caduta lacrime”. Indescrivibile, dicono, la gioia provata dai nonni, anche se il primo a riuscire a varcare l’ingresso dell’ospedale, per consegnare un mazzo di fiori, è stato il bis nonno materno di Giulietta, il nonno di Vale. Emozione anche a Tavullia, da sempre per Rossi sintesi perfetta tra protezione ed esaltazione. Intanto, si segnala un primo record: la notizia della sua nascita ha fatto il giro veloce del mondo, accumulando in 48ore, solo sui profili Instagram dei due neogenitori, quasi 1,5 milioni di cuoricini. La piccola ha i tempi giusti e la stoffa da influencer. Ma perché Valentino e Francesca hanno scelto il punto nascite di Urbino? Non solo per una tradizione di famiglia. Il reparto dell’ospedale ducale è semplicemente una eccellenza del nostro territorio per capacità e umanità di chi ci lavora. E lo è da anni, specialmente per i parti ritenuti potenzialmente complicati. 

Non è un caso che mentre in tutta Italia calano le nascite e Urbino diminuiscono i residenti, nell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia ducale, diretta dal primario Leone Condemi, si venga a partorire anche dalla costa pesarese e dalla vicina Romagna. Nel 2020 sono stati registrati 628 parti, in netto aumento (+15%) rispetto al 2019, quando le nascite erano state 569.

Nella scelta di Valentino e Francesca ha poi sicuramente influito anche la scelta del ginecologo: il dottor Vincenzo Trengia, considerato un vero e proprio luminare del settore, tra i massimi esperti di diagnosi prenatali, autore di pubblicazioni scientifiche di fama nazionale ed internazionale, dirigente medico di I livello nell’Unità Operativa del “Santa Maria della Misericordia”, professionista anche di umanità con esperienza maturata nel campo medico come volontario prima per l’Unicef e poi in Bosnia durante la guerra nella Ex-Jugoslavia. Si deve a figure della sanità pubblica come queste (da difendere e preservare) se il punto nascite di Urbino ha raggiunto uno straordinario e permanente standard: quello che porta un campionissimo planetario come Rossi, che in linea teorica potrebbe scegliere qualsiasi prestigiosa e costosa clinica privata per far nascere la propria primogenita, a risalire a Urbino. 

 

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