Spunta un grande parco agri-voltaico a Carrara di Fano. L'allarme dell'Udc, la rivolta del sindaco: «Ora basta, faremo le barricate»

Spunta un grande parco agri-voltaico a Carrara di Fano. L'allarme dell'Udc, la rivolta del sindaco: «Ora basta, faremo le barricate». Nell'immagine l'area del parco delimitata dalle righe rossa e verde
Spunta un grande parco agri-voltaico a Carrara di Fano. L'allarme dell'Udc, la rivolta del sindaco: «Ora basta, faremo le barricate». Nell'immagine l'area del parco delimitata dalle righe rossa e verde
di Osvaldo Scatassi
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Domenica 2 Ottobre 2022, 03:40

FANO - «Adesso basta, se sarà necessario saliremo sulle barricate». Sono ferme le parole del sindaco Massimo Seri riguardo a un grande parco agri-voltaico di oltre 45 ettari che interesserebbe anche Carrara di Fano. «La gran parte del progetto – prosegue il primo cittadino – attiene al territorio di Cartoceto, mentre a Fano è prevista una parte più ridotta, ma in ogni caso l’amministrazione comunale sta già predisponendo un parere negativo. La zona di Carrara non può essere sempre riferimento per questo tipo di impianti: ha già dato e parecchio, adesso basta».

«Opera nota da pochi giorni»

Seri specifica che la giunta fanese è a conoscenza del progetto «soltanto da qualche giorno» e in questo modo risponde ai rimproveri di Davide Delvecchio, coordinatore provinciale dell’Udc. Delvecchio ha sollevato per primo la questione, accusando l’amministrazione fanese di avere fin qui taciuto, e ieri si preparava a convocare una riunione del comitato che segue l’evolvere delle vicende collegate alla centrale elettrica a Carrara di Fano. La rilevanza del progetto sull’agri-voltaico ha quindi innalzato il livello di attenzione sia negli ambienti politici e amministrativi della città sia fra i residenti della zona interessata, già sul chi va là per quanto riguarda Adriatic Link, il nuovo elettrodotto in gran parte sottomarino che terminerà proprio a Carrara di Fano.

Impianto di accumulo su un ettaro

«Mi preoccupa il fatto – afferma Delvecchio – che il progetto dell’agri-voltaico preveda un impianto di accumulo vicino all’abitato di Carrara, su una superficie di circa un ettaro e alto a 7 metri. In linea di principio non sono contrario al fotovoltaico e in questo caso si tratta di agri-voltaico. In buona sostanza significa che i pannelli sono sopraelevati e permettono di continuare a coltivare i campi, mi sembra però sbagliata la collocazione della nuova centrale. Il progetto è stato presentato da una società con sede a Palermo e usufruisce di risorse derivanti dal piano Pnrr, quindi anche di tempi più celeri. Mi risulta che la procedura di valutazione di Via, la valutazione di impatto ambientale, sia stata affissa all’albo pretorio del Comune il 10 settembre scorso e cinque giorni dopo anche all’albo pretorio della Regione, quindi scadrà sabato prossimo il termine ultimo per presentare le osservazioni».

Spiega Delvecchio che il parco agri-voltaico sorgerebbe «tra le vie Cannelle, Cereto, Morola e la provinciale per Mombaroccio», in un’area abitata da circa 1.800 fanesi. Il coordinatore provinciale dell’Udc chiede approfondimenti sull’impatto acustico, sulla presenza di abitazioni, pozzi comunali e zone archeologiche: «Il Comune deve chiedere la sospensione della procedura in attesa di una verifica. Chiederò un incontro immediato con il sindaco».

Pannelli 2 metri sopra i campi

Si chiamerebbe Bellocchi l’impianto progettato tra il territorio di Cartoceto e di Fano e i pannelli sorgeranno su oltre 14 ettari dei 45 interessati. L’istanza per la valutazione di impatto ambientale spiega che si tratta di un impianto agri-voltaico, quindi un «sistema integrato con l’attività agricola», che garantirebbe «un modello eco-sostenibile» producendo «energia pulita e prodotti agricoli». I moduli sarebbero posti a un’altezza minima di 2 metri e 10 anche per lasciar passare mezzi agricoli.

Si prevede che le coltivazioni possano rimanere «all’interno della superficie recintata»: cereali, prati per il foraggio e, in via sperimentale e su piccole porzioni di terreno, carciofi, cicerchia, fava e cece di varietà tipiche nelle Marche. Contemplata inoltre la possibilità di «concessione in uso ad aziende agricole locali» che intendano coltivare uliveti e vigne per prodotti di alta qualità. Il progetto prevede inoltre piante di ulivo lungo il perimetro e siepi di arbusti autoctoni lungo le principali vie d’accesso, per mitigare l’impatto visivo.

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