Tombari: "Non mi dimetto dalla Fondazione
Gli immobili compensano le svalutazioni"

Tombari: "Non mi dimetto dalla Fondazione Gli immobili compensano le svalutazioni"
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Mercoledì 10 Giugno 2015, 14:03 - Ultimo aggiornamento: 15:24

FANO - "Non mi dimetto, resterò fino alla scadenza del mandato nel 2019 e applicheremo tutti i passaggi dell'autoriforma". Così il presidente della Fondazione Carifano replica a Bene Comune. L'associazione politica aveva chiesto l'attivazione di reali processi di partecipazione democratica nella Fondazione Cassa di Risparmio di Fano approfittando degli impegni introdotti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal ministero dell'Economia e dall'associazione nazionale delle fondazioni bancarie.

"Lo stesso protocollo - afferma il presidente Fabio Tombari - prevede il periodo di tempo di un anno che scade nel mese di aprile del 2016, a questo ci atteniamo perché ci serve per redigere i nuovi articoli dello statuto e inviarli al Ministero dell'economia e delle finanze che li deve approvare; dopo di che entreranno in vigore. Nel frattempo, lunedì prossimo eleggeremo 9 nuovi membri del Consiglio generale, su un totale di 14, i quali si gioveranno delle norme dello statuto attuale, cioè resteranno in carica 5 anni".

Questo vale anche per il presidente? "Il presidente è stato nominato, all'unanimità dal Consiglio generale, l'8 maggio del 2014, nel momento in cui lo Statuto prevedeva che restasse in carica 5 anni ed esattamente fino all'11 maggio del 2019. In questo caso rispettiamo le leggi, quindi non ho alcuna intenzione di dimettermi, almeno fin quando continuerò ad essere sostenuto dal Consiglio di amministrazione, dal Consiglio generale e dall'Assemblea dei soci: mi sento bene in salute (Tombari ha 77 anni, ndr), credo di essere ancora molto attivo dal punto di vista intellettivo e di continuare ad essere utile alla Fondazione".

Crede di osservare già ora le regole di incompatibilità che insieme a quelle di trasparenza e responsabilità dovrebbero far parte del nuovo satuto? "Le abbiamo sempre osservate. Non solo, ma già l'anno scorso abbiamo apportato alcune modifiche allo statuto, relative ad aspetti di incompatibilità con la politica, previsti nel protocollo d'intesa; anzi abbiamo aumentato il periodo di incompatibilità successiva alla scadenza del mandato politico di 1 anno a 2".

A proposito di emolumenti, ritiene che la Fondazione Carifano rispetti i criteri di economicità? "Non temo smentite se affermo che essi sono tra i più bassi d'Italia. Sono stati diminuiti di un quarto su mia proposta l'anno scorso e non esistono benefit: Nei primi tre mesi di quest'anno il mio compenso è stato di 4.900 euro netti complessivi, quello del vice presidente di 3.350".

Parliamo di gestione del capitale: come giustifica il drastico calo dell'avanzo di esercizio che nel 2008 è stato solo 1,466 milioni di euro e nel 2014 di 1,374, con la conseguenza che il patrimonio netto è stato svalutato da 161,6 milioni di euro a 138,5? "Si tratta di svalutazioni obbligate dal Codice civile, quella riferita al capitale si impone a causa della perdita di valore delle azioni di Banca Marche, in base al valore dell'ultima cifra certa, certificata dall'istituto di credito, ridotta addirittura del 10 per cento; ma fin quando il commissario non redigerà l'ultimo bilancio non sapremo il reale valore di queste azioni.

"In realtà - continua l'ingegnere Fabio Tombari - tutte le fondazioni dal 2008, hanno subito perdite enormi, addirittura due sono fallite, altre hanno visto il loro patrimonio ridursi di 10 volte, basti pensare a Teramo; tra queste la Fondazione Carifano ha subito meno perdite. E' stato sottolineato che nei dieci anni della mia presidenza il patrimonio netto dell'ente risultante dal bilancio è calato da 148,2 milioni del 2004 a 138,4 milioni del 2014. Ma nessuno considera il fatto che noi abbiamo, oltre al capitale liquido investito in borsa, 30 milioni di capitale immobiliare, a fronte di un investimento di 21 milioni e rotti. Anche questa è una ricchezza. Perciò il patrimonio dell'ente con la mia presidenza non è diminuito".

Fabio Tombari fu eletto alla presidenza della Fondazione Carifano nel 2004, poche settimane prima dell'entrata in vigore della norma che impone il limite massimo di due mandati da 5 anni l'uno, che dunque si applicò a partire dal rinnovo degli organi. Tombari così potè essere eletto di nuovo nel 2009 e per la terza volta nel 2014. Anche la norma che ora riduce l'incarico a 4 anni si applicherà dal prossimo mandato, per cui il presidente potrà concludere la sua missione nel 2019, quando avrà 81 anni, con 15 anni di presidenza alle spalle, mentre le attuali regole prevedono un limite di 8 anni.

La Fondazione ha subìto la maggior svalutazione del suo patrimonio in seguito all'acquisto di 45 milioni di azioni di Banca Marche (già svalutate per 24,5 milioni), quando la partecipata Medioleasing finanziava per 50 milioni le imprese di cui Tombari era socio. “Non ho mai pensato - aveva già detto detto a tale proposito Tombari tre mesi fa - di avere interessi in conflitto trattando come presidente della Fondazione Carifano l'acquisto di azioni di Banca Marche”.

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