Rincari sui cantieri del terremoto: «L’aumento del 15% non coprirà i costi». L’assessore Castelli: «Siamo tra il 25 e il 30%». Il governatore: «Ricostruzione a rischio»

Le Regioni del cratere chiedono al commissario un aggiornamento dei prezzi più alto

Rincari sui cantieri del terremoto: «L’aumento del 15% non coprirà i costi». L’assessore Castelli: «Siamo tra il 25 e il 30%». Il governatore: «Ricostruzione a rischio»
di Martina Marinangeli
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Giovedì 21 Aprile 2022, 04:30

ANCONA - La guerra delle percentuali sui cantieri per la ricostruzione. Era prevista per ieri una cabina di coordinamento tra struttura commissariale e le quattro regioni colpite dal sisma, ma l’appuntamento è slittato a domattina perché si è reso necessario un supplemento di riflessione. Sul tavolo, l’ordinanza proposta dal commissario straordinario Giovanni Legnini, che prevede l’adozione di un nuovo prezzario unico per il cratere che tenga conto dell’incontrollato rincaro dei materiali e dell’incremento del costo parametrico dei lavori, ovvero di quegli strumenti che servono per determinare il contributo di ricostruzione, destinato ad un nuovo incremento dopo l’aumento temporaneo deciso lo scorso agosto.

 
La stima
Il prezzario stabilito dalla società incaricata di aggiornare quello del 2018 dal commissario straordinario Giovanni Legnini, tuttavia, determina un aumento medio del 15%, mentre le regioni, Marche in testa, chiedono di alzare ulteriormente l’asticella. «Abbiamo preso quattro casi di computi metrici già validati per sviluppare un’analisi sulle conseguenze della bolla dei prezzi – fa sapere l’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli –: la riparazione dei danni in un cimitero, il miglioramento sismico di un’opera pubblica, la demolizione e ricostruzione di una scuola e la ricostruzione di un condominio. Abbiamo visto che questa bolla fa oscillare tra il 25 ed il 30% in più il costo delle opere. La struttura commissariale si è impegnata a condurre un’analisi di queste situazioni: chiediamo che si porti l’aumento dal 15 al 25-30%». E proprio per approfondire il tema, il commissario Legnini ha chiesto fino a domani prima di predisporre l’ordinanza ad hoc, ricordando in una comunicazione alle Regioni che i confronti finora intercorsi, non hanno «consentito di pervenire a una sintesi condivisa, ma hanno permesso di stabilire un metodo utile per addivenire a una soluzione di sintesi delle diverse posizioni espresse. Le ulteriori valutazioni da acquisire richiedono ancora due giorni di lavoro». 
In una nota ufficiale, tuttavia, il commissario parla di «passi avanti» fatti nella «definizione del pacchetto di misure per contrastare il caro prezzi dei materiali edili che, come sta accadendo in tutta Italia, sta determinando seri problemi anche ai cantieri della ricostruzione post terremoto 2016. Sostanzialmente definito il nuovo prezzario dopo un confronto tra le Regioni, le imprese e le agenzie specializzate – prosegue la nota –, si è condivisa la modalità per analizzare e verificare i metodi di calcolo per determinare l’aumento percentuale del costo parametrico». L’ordinanza punta a rispondere ai problemi innescati nella ricostruzione pubblica e privata dall’aumento del prezzo di molti materiali edili con un aumento del contributo per le nuove domande, e consentendo un recupero dei maggiori costi a chi ha redatto i progetti sulla base dei vecchi prezzi, e ha avviato i lavori.


Il timore
«Purtroppo a causa dei rincari dei costi delle materie prime e del prezzo dell’energia, ancora una volta si sta bloccando la ricostruzione post-sisma – osservava ieri sui social il governatore Francesco Acquaroli –. Non si può consentire e non è comprensibile che gli effetti della crisi in atto debbano essere addebitati alle comunità colpite dal terremoto. Per noi la ricostruzione è una priorità e per questo abbiamo aggiornato il prezzario da ormai quattro mesi. Ci aspettiamo che tutti prendano atto dell’aumento dei prezzi e della necessità di adeguare il contributo parametrico per la ricostruzione degli edifici per non vanificare tutti gli sforzi».

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