Rup, cercansi tecnici per gli appalti e dei cantieri Pnrr in partenza. Il piano della Regione Marche

L’assessore Baldelli: Ci sarà un potenziamento di organico e una sinergia con Asur e aziende sanitarie»

Lunedì 10 Gennaio 2022 di Andrea Taffi
Un cantiere già avviato. Foto di archivio

ANCONA - «La carenza di Rup è una questione nazionale, si tratta di figure professionali estremamente richieste e specializzate poiché si è di fronte ad una stagione di investimenti senza precedenti per i lavori pubblici, anche nell’edilizia ospedaliera. Per questo, la Regione Marche ha giocato d’anticipo e con una visione a 360 gradi ha creato le condizioni favorevoli per ‘cantierare tutto il cantierabile’ e uscire in fretta dal pantano dell’immobilismo che ha caratterizzato nel passato le Marche». Secondo l’assessore regionale Baldelli, il titolare delle opere pubbliche più importanti dagli ospedali in costruzioni agli adeguamenti approvati di recente, non c’è nessun problema di Rup.

  
Il responsabile unico
Un passo indietro: chi è il Rup? È il responsabile unico di procedimento, un vero e proprio tutore che per conto dell’ente appaltante (un Comune, un ente pubblico, una Regione) deve armare l’oasstura, i piani tecnici di un appalto, poi deve seguirlo, affiancare la commissione aggiudicatrice, consegnare e aprire il cantiere fino a conclusione dei lavori. Un ruolo delicato che unisce molte competenze: tecniche, amministrative e legali inclusa una spietata conoscenza del codice degli appalti. 


Il testo della delibera
Il Corriere Adriatico, a tal proposito, la scorsa settimana aveva sollevato il caso di un decreto del settore Edilizia ospedaliera - afferente appunto all’assessorato di Baldelli - nel quale per nominare un Rup (destinato ai lavori di adeguamento negli ospedali di Pergola e Cagli) si faceva esplicito riferimento alla carenza di figure così competenti. Per cui per risolvere la questione l’Edilizia Ospedaliera prendeva in prestito un tecnico dipendente degli Ospedali Riuniti a sua volta in comando per due giorni all’Agenzia Regionale Sanitaria. Uno spezzatino lavorativo mica da niente. Per l’assessore Baldelli la criticità non esiste . 


La nuova organizzazione
O meglio non esisteva, come documentano le sue parole: «Abbiamo ovviato a questo problema in due modi - documenta l’assessore di Pergola - da un lato, abbiamo avviato un processo di potenziamento dell’organico del dipartimento Infrastrutture per dotare gli uffici di figure professionali in grado di concretizzare il più in fretta possibile le risorse, soprattutto quelle legate al PNRR che impongono una tempistica molto stretta. Dall’altro lato, per ciò che riguarda l’edilizia ospedaliera, abbiamo stipulato con Asur e le aziende del servizio sanitario marchigiano una convenzione per far sì che i propri tecnici possano lavorare in squadra con quelli regionali, valorizzando e ottimizzando le risorse professionali a disposizione. Due innovazioni che rappresentano l’ennesimo cambio di passo voluto dalla giunta Acquaroli nelle infrastrutture, vero motore di sviluppo per una regione, come la nostra, declassata negli anni scorsi ‘in transizione’ dall’Europa». Resta invece il numero molto importante di cantieri sanitari da seguire. Sarebbe già molto se non fosse che in piedi ci sono già lavori molto onerosi: il nuovo Salesi, il nuovo Inrca di Ancona Sud, l’ospedale di Fermo, quello di Amandola. 


Quanti cantieri in arrivo
«Lato ospedali e strutture sanitarie, sono dodici i cantieri aperti e da aprire, tra riqualificazioni e nuove edificazioni, lavori che coinvolgono gran parte del territorio regionale: dal capoluogo Ancona, con l’Inrca e il nuovo Salesi a Torrette, ai nuovi ospedali di Pesaro, Macerata e Fermo; poi importanti le strutture di Fano, Pergola, Cagli, Senigallia, Fabriano, Civitanova Marche, Tolentino. Si è avviata la progettazione anche per le strutture di San Ginesio, Sarnano e Offida, anche per non concentrare tutte le risorse e gli sforzi nei centri maggiori. In totale metteremo a terra circa 700 milioni di euro di risorse, di lavori che determineranno la svolta per la sanità della nostra regione. Altro che Masterplan dell’edilizia come libro dei sogni. Quelli che lo descrivevano come libro dei sogni sono d’altronde gli stessi che avevano seminato solo incubi ai marchigiani, da decenni alle prese con un sistema sanitario inadeguato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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