Interporto flop, un piano di trasloco bis per la protezione civile. La Regione cerca una nuova sede

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Martina Marinangeli
Operatori della Protezione civile Marche

ANCONA - Un polo unico per la Protezione civile regionale. Palazzo Raffaello ha promosso un’indagine di mercato per acquistare immobili all’interno dei quali concentrare le attività di risposta alle emergenze. 

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La frammentazione delle sedi operative – in alcuni casi ospitate in strutture inadeguate da un punto di vista antisismico ed impiantistico – crea non pochi problemi gestionali, emersi con prepotenza soprattutto negli ultimi anni, durante i quali l’attività della Protezione civile è stata a dir poco intensa. Di qui, la delibera dello scorso lunedì con cui la giunta dà disco verde all’espletamento della manifestazione d’interesse per trovare una “nuova casa” al Servizio – ed ai suoi corollari –, oltre che ai magazzini economale ed archivio, finora ospitati in locali in affitto, e definisce i requisiti essenziali degli immobili.


I nodi
«Appena insediato, mi hanno fatto presente questo disagio logistico di avere punti operativi sparsi per il territorio – ripercorre le tappe l’assessore alla Protezione civile Stefano Aguzzi –. Per la loro funzionalità, sarebbe bene invece fossero tutti insieme. Inoltre, alcune di queste sedi sono in affitto, quindi sono una spesa che ogni anno si accumula. Mi hanno anche riferito che negli anni passati si era parlato dell’ipotesi di un progetto simile all’Interporto di Jesi, ma finora non si è concretizzato nulla. Nel caso fosse, ben venga, ma al momento non mi pare una certezza. Quindi ho pensato a questo tentativo, attraverso manifestazione di interesse, di farci presentare delle proposte da parte di proprietari di immobili con le caratteristiche che abbiamo delineato nella delibera. L’avviso uscirà nel giro di qualche giorno».


La location
Il nuovo polo dovrebbe ospitare il Centro assistenziale di pronto intervento, il Centro Funzionale Multirischi, la Sala operativa unificata permanente e quella integrata provinciale di Ancona, gli uffici tecnici ed amministrativi del servizio Protezione civile, la Sala operativa 112 (Numero Unico per le Emergenze), la posizione di funzione Difesa del suolo, quella della Tutela territorio di Ancona, la sede distaccata CAPI del Dipartimento Protezione Civile nazionale, il magazzino economale e quello archivio. L’indagine di mercato, si legge nello schema di proposta allegato alla delibera 534 del 3 maggio, è rivolta ad immobili o complessi immobiliari entro una distanza di 10 km dal casello autostradale A14 (uscita Ancona Sud o, in alternativa, Ancona Nord).

«Il luogo deve soddisfare la necessità di essere in stretta vicinanza con i principali assi viari nord-sud/est-ovest, in prossimità del porto di Ancona e/o dell’aeroporto di Falconara, poco distante da raccordi ferroviari e in grado di rispondere a tutte le esigenze di intermodalità» prosegue il documento. Tra gli altri requisiti, devono poter ospitare uffici per un totale di circa 200 unità di dipendenti, con spazi per sale operative, aree riunioni, area benessere (mensa) con cucina per circa 200 persone ed una foresteria (per circa 10 persone). Se il progetto andasse in porto, oltre al vantaggio logistico di avere tutte le attività in un’unica sede, potrebbe profilarsi anche un risparmio economico non indifferente per la Regione: «le spese di locazione che l’amministrazione sostiene per avere in disponibilità le strutture con le relative superfici – viene messo nero su bianco nella delibera – variano da un minimo di 463.000 a un massimo di 512.000 euro».

Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA