ANCONA - Con il nuovo piano sociosanitario della Regione Marche decolla la telemedicina. Lo scopo è avvicinare pazienti e medici annullando le distanze e spostare l’assistenza dall’ospedale al domicilio o al territorio. Riguarda le patologie di natura cardiovascolare, pneumologica, oncologica, neurologica e diabetologica. Il programma è già operativo attraverso i “Punti Salute”. Tre sono funzionanti: uno inaugurato l’anno scorso a Sant’Elpidio a Mare e due nelle aree interne e disagiate.
Le novità
Il primo, a fine giugno, ad Acquasanta Terme dove il 33% dei residenti è over 65 mentre la media regionale si ferma al 25,6% e il secondo, l’11 agosto, a Appignano (26%). Ambedue innovative creazioni dell’Inrca. «Si tratta - entra nel merito il dottor Roberto Antonicelli, direttore della Uoc di Cardiologia Utic e del centro di telemedicina dell’Inrca di Ancona - di ambulatori di prossimità gestiti da personale infermieristico (il cosiddetto infermiere di comunità, ndr).
Il primato
Un modo di relazionarsi con i pazienti, pane quotidiano per l’Istituto anconetano. «È dal 1999 che lavoriamo in telemedicina - precisa il dottore Antonicelli - di fatto siamo riconosciuti al livello internazionale in questo tipo di medicina che tutti chiamano “del domani”, ma da 24 anni fa parte del lavoro di tutti i giorni». Spiega che, per diversi anni, l’Istituto ha seguito, in sperimentazione, a distanza oltre cento strutture marchigiane per la cardiologia. Supporto di cui Inrca, come Istituto scientifico, ha ricavato un importante filone di ricerca che ha dimostrato come la telecardiologia migliora la qualità della vita del paziente e dei suoi parenti e abbatte del 40% dei nuovi ricoveri. Un’esperienza che la Regione Marche ha opportunamente messo a sistema nel suo nuovo piano sociosanitario per il paziente geriatrico.
Le nuove sfide
«La telemedicina – ribadisce l’esperto Antonicelli – consente di dare delle risposte concrete a molte sfide e di fare la differenza. Al problema della gestione degli anziani, delle patologie croniche, alla carenza di medici; è prevenzione, impedisce che si affollino i pronto soccorso o che si intasino i reparti». Un servizio che gestisce il paziente da remoto ma che necessita di una filiera virtuosa per un’azione terapeutica condivisa. «Medico di famiglia, infermieri del territorio, call center - ribadisce - devono interagire e per questo abbiamo già un programma in atto che stiamo implementando, al fine di rendere ancora più efficace e rapido il telereferto, con l’intelligenza artificiale in collaborazione con la Politecnica delle Marche». Sempre con la Politecnica delle Marche, l’Inrca sta già applicando programmi specifici per la teleriabilitazione.
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