Regione, la giunta modello smontata e rifatta: entrano Antonini, Tisi e Ciccioli

Regione, la giunta modello smontata e rifatta: entrano Antonini, Tisi e Ciccioli
Regione, la giunta modello smontata e rifatta: entrano Antonini, Tisi e Ciccioli
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Mercoledì 28 Settembre 2022, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 09:38

Giusto il tempo dei festeggiamenti di rito. Perché lo storico risultato di Fratelli d’Italia alle Politiche - tanto a livello nazionale quanto nella sua declinazione regionale - non è una cosa che nelle Marche indicate come modello dalla premier in pectore Giorgia Meloni possa passare in sordina. Ma smaltita la sbornia elettorale, la macchina regionale ha subito riacceso i motori. Punto numero uno all’ordine del giorno sostituire i tre assessori che, come da pronostici, sono stati eletti in Parlamento: il vicepresidente della giunta con deleghe allo Sviluppo economico e all’Agricoltura Mirco Carloni, l’assessore al Bilancio ed alla Ricostruzione Guido Castelli, e l’assessora alla Cultura ed unica quota rosa Giorgia Latini.


Le new entry
Tre caselle che non potevano restare vacanti a lungo. Ne era consapevole il governatore Francesco Acquaroli, che infatti ha dato un’accelerata non da poco sulla questione, scegliendo già nelle scorse settimane i sostituti. Ed i nomi estratti dal cilindro sono quelli anticipati ad inizio settembre dal Corriere Adriatico: il consigliere regionale leghista Andrea Antonini erediterà tutte le deleghe di Carloni, a parte quelle alla Caccia ed alla Pesca che andranno all’assessore Stefano Aguzzi. La dirigente regionale alle Attività culturali Daniela Tisi (anche lei in quota Carroccio), raccoglierà il testimone della Latini, prendendo, oltre alla Cultura, anche Istruzione e Pari opportunità. Ultimo ma non in ordine di importanza, il capogruppo Carlo Ciccioli: a lui spetta lo scranno di Castelli e, con esso, la delega al Bilancio. Quella alla Ricostruzione, invece, la avocherà a sé il governatore Acquaroli, che cederà al collega di partito il trittico porto-aeroporto-interporto. Resteranno inalterate, infine, le deleghe di Filippo Saltamartini (Sanità e Sociale) e di Francesco Baldelli (Infrastrutture ed Edilizia ospedaliera e scolastica). Pur avendone l’opportunità, dunque, Acquaroli ha preferito evitare il rimpasto totale.


L’equilibrio geografico
Nel nuovo assetto dell’Esecutivo, anche la geografia del potere avrà un equilibrio diverso. Se ad oggi c’è stata una preponderanza rappresentativa del Pesarese con tre assessori di quella provincia, ora ogni territorio troverà spazio a Palazzo Raffaello. L’Anconetano ed il Fermano, finora esclusi, verranno incasellati rispettivamente con Ciccioli e Tisi. Antonini terrà invece alta la bandiera dell’Ascolano finora portata da Castelli. Tra i primi dossier di cui la giunta rivista e corretta dovrà occuparsi, c’è quello che riguarda il mega polo logistico di Amazon nell’area dell’interporto di Jesi. Anche qui non c’è tempo da perdere, Acquaroli ha chiesto ai suoi uomini una violenta accelerazione: proprio oggi il Comune di Jesi darà disco verde alla variante, ultimo tassello di un iter infinito e tortuoso durato quasi due anni. Espletato questo passaggio burocratico, la strada per realizzare il progetto nel 2024 dovrebbe essere spianata. 


L’incognita Lucentini
Nel puzzle ormai definito della nuova giunta Acquaroli ha rischiato di far saltare tutti i pezzi l’incognita Mauro Lucentini. Candidato alle Politiche come capolista della Lega al Senato, ha mancato la riconferma in Parlamento, vittima del crollo nei consensi del partito. In sostituzione dello scranno dorato a Roma, ne avrebbe chiesto uno comunque di pregio a Palazzo Raffaello, ma sarebbe stato lo stesso gruppo regionale del Carroccio a rispondergli picche. In una riunione che è andata in scena lunedì, infatti, i leghisti made in Marche hanno puntato i piedi su Antonini e Tisi ed è questa la linea risultata vincente. Tuttavia, per premiare la lealtà di Lucentini - che, eletto in Consiglio regionale nel 2020, ha lasciato il posto sicuro per sostituire la Latini alla Camera quando è stata scelta come quota rosa della giunta - la Lega starebbe pensando ad un incarico a Roma per lui. Ora che le bocce sono ferme, manca solo il passaggio di testimone, con i tre nuovi assessori che dovrebbero prendere servizio dalla prossima settimana. 

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