Seconda dose del vaccino in vacanza? Acquaroli ci pensa: «Ma serve una filiera tra ministero e regioni»

Mercoledì 26 Maggio 2021 di Martina Marinangeli
Seconda dose del vaccino in vacanza? Acquaroli ci pensa: «ma serve una filiera tra Ministero e regioni»

ANCONA - Sull’ipotesi di somministrare la seconda dose di vaccino in vacanza, le Regioni si spaccano. Se da una parte, Piemonte e Liguria hanno approntato una sorta di gemellaggio per i rispettivi turisti – ora al vaglio della struttura commissariale per l’eventuale approvazione – ed il Veneto ha proposto inoculazioni a chi visita il territorio nelle settimane centrali di agosto, dall’altra c’è la Campania di De Luca che frena, reputando l’operazione infattibile. Nel mezzo ci sono le Marche, per le quali, in ogni caso, la decisione deve essere presa dal governo e l’organizzazione impostata in maniera «verticale». 

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L’operazione

«Credo che tutto si possa fare», l’incipit del governatore Francesco Acquaroli, che prosegue nel ragionamento osservando come «la vaccinazione sia un elemento molto importante per mettere in sicurezza la popolazione e non si può interrompere, né può condizionare la vita di ognuno di noi. Ma per fare una campagna di vaccinazione anche a coloro che vengono in vacanza da noi, occorre una grande organizzazione: una filiera tra il ministero della Sanità e tutte le Regioni perché se un marchigiano fa la prima dose qui ed il richiamo lo fa in vacanza, noi dobbiamo mettere il territorio che dovrà inoculare la seconda dose nelle condizioni di averne la disponibilità. La Regione ospitante – chiosa il presidente - non può togliere il vaccino ai suoi cittadini: è un’organizzazione comunque molto impattante».

Un’incognita non indifferente, anche perché i territori del Belpaese stanno procedendo a velocità molto diverse, sintomo che la macchina vaccinale non funziona ovunque allo stesso modo. In attesa di capire quale sarà la sintesi a livello nazionale sulla questione, le Marche procedono con la campagna. Per oggi sono attese le 52mila dosi Pfizer che dovrebbero diventare 80mila ad ogni fornitura dal prossimo mese, almeno a quanto è stato comunicato dalla struttura commissariale per mercoledì 2 e mercoledì 9. Lunedì, intanto, sono arrivati all’hub regionale dell’Inrca di Ancona 7mila sieri AstraZeneca e 8.900 Moderna, già distribuiti nelle cinque Aree vaste.

La casa farmaceutica anglo-svedese aveva calendarizzato una consegna anche per ieri, che però non c’è stata. Se tutto va secondo la tabella di marcia annunciata dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, a giugno nelle Marche dovrebbero arrivare 500mila dosi, che garantirebbero un’ampia copertura della popolazione. A ieri, nella regione era stato somministrato il 97,24% dei sieri consegnati, ovvero 818.973 su 842.210. Ad aver ricevuto almeno la prima dose sono stati 541.691 marchigiani (277.282 anche la seconda).

 

Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 22:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA