Il soccorso dal cielo è fast, da Carpegna al cratere tempo massimo 25 minuti. Ecco le elisuperfici delle Marche e quelle in arrivo

Un volo notturno di Icaro 2, l'eliambulanza del 118
Un volo notturno di Icaro 2, l'eliambulanza del 118
di Martina Marinangeli
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Lunedì 4 Aprile 2022, 03:05 - Ultimo aggiornamento: 15:19

ANCONA - L’ultima in ordine di tempo è stata inaugurata lo scorso 5 marzo nella frazione di Moie, a Maiolati Spontini. Ma di elisuperfici per far atterrare i voli di soccorso per i traumi più gravi, nelle Marche, ce ne sono in totale 44, comprese quelle per il servizio notturno. Il tempo massimo di percorrenza – che serve per raggiungere il comune di Carpegna – è di 25 minuti (senza differenza tra giorno e notte) e, in questo tipo di interventi, la tempestività è tutto.

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Un progetto, quello per l’implementazione della Rete regionale elisuperfici (REM) al servizio anche della protezione civile, partito nel 2017, quando la Regione ha approvato il Protocollo d’intesa con il quale si individuavano le risorse economiche necessarie sia per l’adeguamento delle elisuperfici già esistenti che per la realizzazione di nuovi siti, soprattutto nell’area del terremoto, dove c’era necessità di un intervento più massiccio.


Le risorse 
Per la realizzazione di sette nuove elisuperfici – a Visso, Fiastra, Acquasanta Terme, Montegallo, Montemonaco, Comunanza e Montegiorgio - e per l’adeguamento delle 17 esistenti nel cratere, sono state usate le risorse degli sms solidali per il sisma, per un importo complessivo di 1.710.000 euro. Per la riqualifica delle 10 esistenti non ricomprese nell’ambito del cratere sismico, invece, si è fatto riferimento al Fondo sanitario indistinto per 500mila euro. Successivamente, con decreto del dirigente del servizio Sanità del luglio 2018, al fine di realizzare ulteriori elisuperfici a garanzia di una maggior capillarità sul territorio degli interventi di elisoccorso sanitario e di protezione civile, si è proceduto a definire le modalità con cui le amministrazioni e gli enti territoriali possano essere incluse nella rete R.E.M, come richiesto dal Comune di Monte San Giusto nel 2018, che ha realizzato una nuova elisuperficie con fondi propri. Inoltre, con le risorse del Psr 2014 -2020, sono state finanziati ulteriori interventi di realizzazione di nuove elisuperfici nei comuni di Carpegna, Apecchio, Urbino e Montecopiolo. Sempre nell’ottica implementare la capacità di soccorso anche nei territori non dotati di elisuperfici, a seguito dell’attivazione del servizio di elisoccorso notturno, si è proceduto all’inserimento di siti denominati Hls non Std (ovvero area atterraggio elisoccorso non standard) che, allo stato attuale risultano essere in 10 Comuni. Nell’immediato futuro, si lavorerà infine per individuare apposite risorse da destinare alla realizzazione di elisuperfici nei siti già individuati con delibera del 2018 a Jesi, San Benedetto del Tronto e Senigallia. 


La mappa 
L’individuazione di ulteriori siti sul territorio regionale, potrà essere effettuata sulla base di indicatori e priorità: per esempio, le indicazioni fornite dai direttori di centrale operativa 118 sulla base dei dati relativi alle aree con maggior criticità di intervento dei mezzi sanitari di soccorso; oppure la presenza, nelle immediate vicinanze, di strutture ospedaliere, così da aumentare il grado di integrazione tra nosocomi e territorio. Tra i requisiti per poter accedere alla rete REM, anche l’assenza di altre elisuperfici nel territorio comunale, tempi di intervento lunghi e criticità nell’accessibilità dei mezzi di soccorso (sanitari e di protezione civile) a causa della presenza di vie di comunicazione di difficile percorrenza e/o con collegamenti inadeguati in quanto all’interno di territori morfologicamente complessi.

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