Fango riversato in mare attraverso i fiume marchigiani: spettacolo cromatico imponente visibile anche dallo spazio grazie al satellite Sentinel-3

Fango riversato in mare attraverso i fiume marchigiani: spettacolo cromatico imponente visibile anche dallo spazio grazie al satellite Sentinel-3
Fango riversato in mare attraverso i fiume marchigiani: spettacolo cromatico imponente visibile anche dallo spazio grazie al satellite Sentinel-3
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Martedì 20 Settembre 2022, 17:49 - Ultimo aggiornamento: 19:54

SENIGALLIA - Fango e sedimenti, dopo l'alluvione, hanno colorato stabilmente il mare di marrone. Uno spettacolo cromatico imponente, visibile anche dallo spazio. Qualcuno si era già fatto un'idea guardando le foto scattate dai droni, dagli elicotteri della protezione civile o attraversano in auto i punti collinari più vicini alla costa. È una lunga striscia di sedimenti alluvionali quella che colora per chilometri il mare Adriatico, dalla costa romagnola a quella pugliese, ripresa dallo spazio grazie al satellite Sentinel-3 del programma di osservazione della Terra Copernicus, di Agenzia spaziale europea (Esa) e Commissione europea.

Misa, da 2,21  a 700 metri cubi al secondo


«Possiamo fare un velocissimo paragone - si legge sul profilo Facebook di Terra - ad esempio, la portata media annua del fiume Misa, lungo solo 45km, che scorre attraverso Senigallia è di 2,21mc/s, la sua portata massima registrata dagli strumenti è risultata di 700mc/s, ampiamente superati nelle piene del 3 maggio 2014 e del 15-16 settembre 2022. Per intenderci, la portata media del Tevere è di 324mc/s e parliamo di un fiume lungo 405km>.
 

Domenica 18 e venerdì 16 settembre

L'immagine, catturata domenica 18 settembre, mostra l'effetto del vento e delle correnti marine che hanno trasportato i sedimenti per chilometri lungo tutta la costa adriatica italiana, dipingendo le acque nei toni del marrone chiaro e dell'azzurro.  Lo stesso satellite Sentinel-3 aveva catturato le fasi iniziali del fenomeno nelle primissime ore dell'alluvione: l'immagine, elaborata e diffusa lo scorso 16 settembre dalla piattaforma Adam (Advanced geospatial Data Management), mostrava i primi pennacchi di sedimenti che dalla foce dei fiumi marchigiani si riversavano in mare lungo oltre 80 chilometri di costa.

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