Svolta Pd, Gostoli chiama il M5S: debutta la coalizione allargata

Giovedì 9 Gennaio 2020 di Martina Marinangeli
Gianni Maggi, capogruppo in consiglio regionale
del Movimento 5 Stelle, con il leader Di Maio

ANCONA Porte aperte. Anzi, spalancate. Al tavolo politico del centrosinistra, fissato per domani, sarà presente anche il Movimento 5 stelle, per discutere di temi e linee programmatiche in vista delle elezioni di primavera. L’invito ufficiale arriva con un messaggio whatsapp del segretario regionale del Pd, Giovanni Gostoli, al capogruppo regionale pentastellato Gianni Maggi, al quale ha fatto seguito una risposta affermativa. «Andiamo per ascoltare - sottolinea Maggi - finché Di Maio non parla non lo faremo certo noi al suo posto. Intanto però vogliamo sapere cosa propone il centrosinistra su temi per noi fondamentali come terremoto, sanità e ambiente». Il capogruppo 5 Stelle su questo non transige: «Se il programma della coalizione è in contrasto con le nostre idee, noi non ci staremo». 

Lo scacchiere
Tuttavia il tentativo di creare un asse giallorosso nelle Marche è qualcosa di più di una semplice ipotesi e l’intervista in esclusiva di oggi al nostro giornale dell’ex rettore Sauro Longhi ne è la prova testimoniale. Perché in gioco ovviamente c’è anche il nome del candidato governatore e Maggi non ha fatto mistero che il Ceriscioli bis non viene preso in considerazione. I pentastellati, infatti, sono pronti a mandare sulla piattaforma Rousseau le domande fatidiche per sancire l’eventuale accordo, che non contemplano però la discesa in campo dell’attuale presidente. Mentre Longhi rappresenta il prototipo del candidato ideale. Questa è la situazione ad oggi nelle Marche, nonostante da Roma non sia arrivato ancora il responso in merito dal capo politico Luigi Di Maio. Così il Movimento 5 Stelle si presenterà all’appuntamento in casa dem per ascoltare i progetti del centrosinistra: l’incontro sarà domani alle 17.30 nella sede dorica del Pd, in piazza Stamira ad Ancona. Per i pentastellati non ci sarà solo Maggi, ma anche i due consiglieri regionali Romina Pergolesi e Peppe Giorgini. 

Chi è a favore e chi no
Contrario all’accordo, invece, il quarto esponente in Consiglio, Piergiorgio Fabbri, molto più vicino alla linea purista della deputata Patrizia Terzoni che non vede di buon occhio un eventuale accordo sulla falsariga dell’attuale governo. Certo è che il capogruppo del Movimento ha esteso l’invito anche alla parlamentare Martina Parisse, coreferente del M5S per il dossier Regionali declinato nelle Marche ed anche lei contraria all’asse in fase di cantierizzazione. Ma fino al tardo pomeriggio di ieri non erano giunte risposte. Un invito politico, non personale, quello partito dai dem, che vedono scorrere la sabbia nella clessidra e cercano di accorciare i tempi per arrivare preparati alla sfida di maggio. All’incontro di domani prenderanno parte tutti gli alleati della coalizione di centrosinistra, da Italia Viva ad Articolo 1, passando per Uniti per le Marche, +Europa, ed i civici: non si andrà per parlare di massimi sistemi, ma per iniziare concretamente a confrontarsi sui temi su cui convergere, a definire un documento d’intenti, mettendo così i primi tasselli di un percorso condiviso tra centrosinistra e M5s. 

I nodi da sciogliere
Il fatto che Di Maio (occupato in questi giorni in ben altre questioni, va detto) temporeggi sul dare o meno la benedizione all’ipotesi di un accordo con i dem marchigiani, non agevola l’iter. E anche se da Roma dovesse arrivare un’apertura, l’ultima parola spetterebbe agli iscritti del Movimento, chiamati ad esprimersi con una consultazione su Rousseau. Tra i quesiti c’è anche l’opzione di una convergenza di altre forze politiche su un programma condiviso, con un candidato civico. Quale è facile intuirlo: l’ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, dai sostenitori considerato la figura giusta per compattare gli schieramenti.
 

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