Sos fiumi a rischio nelle Marche, piano da 110 milioni per Misa e Nevola. Entro l’anno disco verde alle operazioni di messa in sicurezza

Nel pacchetto c’è anche la ricostruzione del centro di Cantiano

Sos fiumi a rischio nelle Marche, piano da 110 milioni per Misa e Nevola. Entro l anno disco verde alle operazioni di messa in sicurezza
Sos fiumi a rischio nelle Marche, piano da 110 milioni per Misa e Nevola. Entro l’anno disco verde alle operazioni di messa in sicurezza
di Martina Marinangeli
3 Minuti di Lettura
Sabato 9 Dicembre 2023, 03:05 - Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 09:00
ANCONA Ci vorrà tempo. Tanto. Mettere in sicurezza un territorio molto vulnerabile dal punto di vista del dissesto idrogeologico, come lo è il nostro, non è una partita che si chiude in fretta. Basti pensare che, ad oltre un anno dall’esondazione che ha spazzato via 13 vite, devastando ampie porzioni del Pesarese e dell’Anconetano, sono ancora in corso le operazioni di pulizia della foce del Misa dal materiale alluvionale.  

L’iter


Un processo lungo e complesso, che però si è messo in moto e, entro l’anno, verrà approvato il Piano del commissario per la sistemazione dei fiumi più critici. Un Piano da 110 milioni di euro che prevede, in primis,, la messa in sicurezza del Misa e del Nevola, ma anche del Cesano, del Burano, e la ricostruzione del centro di Cantiano. «Tutte le aree più critiche, insomma», inquadra la questione Stefano Babini, vice commissario al post-alluvione. «Stiamo aspettando la revisione dell’intesa con l’Autorità di bacino perché meglio ultimi giorni abbiamo fatto ulteriori rilevazioni su alcune sezioni di fiumi per capire come sono state modificate dalle piene. Vanno rifatti i calcoli per vedere le portate e, da lì, procedere con la progettazione degli interventi». Interventi per lo più di potenziamento degli argini che richiederanno tempo. Ma intanto si procede con le urgenze. Tra le operazioni in corso sui territori colpiti dall’alluvione, la manutenzione e la pulizia delle aste fluviali e la ricostruzione della foce del Misa, da completare in una decina di giorni. Il tratto interessato dai lavori è di circa 50 metri e verrà rimosso un volume di circa 5000 metri cubi di ghiaia.


Le operazioni


Risalendo dalla foce del Misa, nei primi mesi del 2024 dovranno poi partire circa 20 interventi, da parte del Consorzio di bonifica, per la rimozione del materiale alluvionale e della vegetazione. «Stiamo intanto progettando gli interventi di potenziamento degli argini della Zipa di Osta, Casine e Pianello - aggiorna la road map Babini - e, più avanti, partiremo con la ricostruzione di otto ponti, come previsto nel Piano dell’Autorità di bacino del 2016».

Quanto alle vasche di espansione che dovrebbero attenuare l’impatto delle precipitazioni sui fiumi per evitare straripamenti, è stata affidata la progettazione di quella sul fiume Misa in località Pancaldo nel comune di Ostra Vetere (3.959.402 euro) di quella sul Nevola in località Ponte Lucerta nei comuni di Corinaldo e Trecastelli (3.754.148 euro).

La Regione ha anche stanziato i fondi per il completamento del secondo stralcio per la realizzazione della vasca di espansione, sempre sul Misa, in località Bettolelle nel comune di Senigallia (975mila euro). «Ogni intervento che viene fatto, contribuisce a rendere più sicuro il territorio, ma parlare di messa in sicurezza definitiva dei fiumi è sempre complicato», ammette Babini. 


Le vulnerabilità


Soprattutto in una regione come la nostra, fragile a livello idrogeologico. Nella stima abbozzata dal governatore Francesco Acquaroli all’indomani della tragedia del 2022, per la messa in sicurezza del territorio, tra manutenzioni ordinarie e straordinarie dei fiumi, contrasto al dissesto idrogeologico e difesa della costa, le risorse necessarie superano i 2 miliardi di euro. Cifra monster che al momento non c’è.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA