Covid, le Marche passano da rischio basso a moderato nel report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità

Sabato 10 Luglio 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Covid, le Marche passano da rischio basso a moderato nel report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità

ANCONA - Le Marche a rischio moderato: l’analisi epidemiologica settimanale effettuata dall’Istituto superiore della sanità inserisce la regione fra le otto che non hanno più un basso impatto dei contagi Covid, con 168 casi segnalati nella settimana che si è chiusa giovedì e la presenza di nuovi focolai (quelli relativi alla variante Delta nell’Ascolano). Segnalata un’allerta, ossia l’aumento dei tamponi positivi sugli screening effettuati quotidianamente, mentre l’Rt puntuale è a 0,44 che è il più basso in Italia, seguito da Liguria (0,45) e Molise (0,46). 

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L’analisi

Continua il calo di ricoveri dovuti al Covid-19. Scende anche il numero di persone ricoverate in terapia intensiva. Secondo la bozza del monitoraggio settimanale sul contagio analizzata durante la riunione della cabina di regia del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità, «nessuna Regione o Provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 2%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate». Nel report dell’Iss si nota nelle Marche un incremento dei contagi rispetto alla settimana precedente (120.8) ma con l’aggiornamento di ieri è sceso +94,1% e la regione è seconda dietro al Veneto. 
La situazione
È scesa leggermente anche l’incidenza settimanale dei casi (15,3) e le Marche scivolano così al quarto posto nella classifica nazionale dopo Sicilia, Campania e Abruzzo. «La situazione italiana è buona anche se con una piccola inversione di tendenza abbiamo la circolazione di tante varianti», ha sottolineato Gianni Rezza durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. In Italia, ha precisato, i dati mostrano che «circola ancora soprattutto la variante Alfa ma tende a essere meno dominante di prima; abbiamo una circolazione stabile della Gamma o brasiliana e per fortuna la Beta, che da più fastidio al vaccino, si vede pochissimo o per niente».

 

Ultimo aggiornamento: 15:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA