La lettera sfogo delle estetiste al governatore Acquaroli: «Abbiamo fatto tutto quel che bisognava fare. Adesso fateci lavorare!»

Venerdì 20 Novembre 2020

ANCONA - Rabbia, preoccupazione, ansia. E una lettera. Ecco quella di Milly Raccichini titolare del centro estetico Silhouette in piazza del Plebiscito ad Ancona che a nome di molte colleghe di tutta la regione del settore ha inviato al governatore Francesco Acquaroli: «Sono quasi quarant’anni che lavoro con passione come estetista, anche 10-12 ore al giorno  per riuscire a fine mese a garantire lo stipendio alla mia dipendente e per pagare tutte le tasse imposte. Questa pandemia ha messo a dura prova quasi tutte le attività e non meno la nostra». 

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«La nostra categoria, legata ai servizi e cura della persona, è dal 18 maggio che lavora con un protocollo imposto rigidissimo in termini di protezione e sicurezza che abbiamo sempre rispettato, spesso avendo ulteriori accortezze.
La nostra categoria ha lavorato tutta l’estate (e continuiamo a farlo) scafandrata dietro a mascherine, visiere, copriabiti,ecc, e abbiamo fatto indossare alle nostre clienti: mascherina, calzari, monouso di ogni tipo, usato igienizzanti, disinfettanti a presidio medico chirurgico.  Dopo ogni trattamento abbiamo sanificato totalmente le cabine lavoro e arieggiato l’ambiente. Sanificato i servizi igienici ogni volta che un cliente ne usufruiva.
Abbiamo periodicamente fatto sanificare da aziende specializzate i nostri centri compresi i climatizzatori.
Di più non potevamo fare..».


«Tutto questo - prosegue la lettera - anche quando erano riaperte discoteche e in giro c’erano assembramenti in ogni dove, poca attenzione nella sanificazione da parte di altre attività e soprattutto non c’erano controlli.
La nostra categoria ha lavorato questi mesi dilazionando gli appuntamenti e non creando mai assembramenti, considerando poi che ogni operatore si prende cura di un solo cliente alla volta.
Questo modo attento e dilazionato di lavorare, imposto dai protocolli, ha fatto però  in modo che le nostre entrate finanziarie si siano ridotte moltissimo, considerando anche le molteplici spese in più come detto sopra.
Ci siamo comunque sentiti felici di continuare a lavorare, anche se a regime ridotto in ogni senso.
Credo che in molti non conoscano bene il nostro lavoro se pensano che sia un bene di lusso o voluttuario, non è così..».


Non è fatto solo di smalti e ciglia finte che è forse la parte marginale del nostro lavoro. Noi ci dedichiamo per educare il cliente al mantenimento e al benessere di quell'organo così esteso che è la pelle, trattandola con cura e facendo capire loro quanta importanza essa abbia. Con estrema professionalità alleviamo con un massaggio le tensioni e lo stress accumulato, sappiamo ascoltare e si instaura un rapporto di estrema fiducia tra noi e il cliente.
Le  persone si sentono meglio quando escono dai nostri centri e mai come in questo periodo ne hanno bisogno.
Ora però con il nuovo Dpcm e le ulteriori chiusure dei comuni è tutto tragicamente peggiorato, per i nostri clienti che non possono raggiungerci se sono fuori comune e per noi che stiamo rischiando di andare sul lastrico».


«Abbiamo avuto informazioni schizofreniche sulla riapertura dei comuni cambiate poi in meno di ventiquattro ore..!
Ora la nostra categoria chiede di poter continuare a lavorare sempre con il massimo della sicurezza che ci ha contraddistinto, aprendo i confini comunali con la possibilità di far accedere la clientela nei nostri centri estetici perché la situazione è tragica e molti di noi stanno pensando di chiudere l’attività, non solo, tutto questo sta portando ad un aumento dell’abusivismo che nel nostro settore viaggia già con numeri esponenziali.Abbiamo bisogno di essere aiutati con i contributi, con la sospensione del pagamento delle tasse e delle scadenze fiscali per fare in modo di poter reggere in questi mesi nefasti.  Questo che vi scrivo immagino sia per voi uno degli innumerevoli messaggi ricevuti ma spero che, la comunione di voci possa farsi sentire meglio e favorire un gioco di squadra tra Voi istituzioni e Noi cittadini lavoratori».
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Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 10:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA