Vacanze, feste e viaggi: ecco come nascono i focolai Covid nelle Marche

Venerdì 7 Agosto 2020 di Lorenzo Sconocchini
Vacanze, feste e viaggi: ecco come nascono i focolai Covid nelle Marche

ANCONA - Mantenere la distanza di almeno un metro, indossare la mascherina nei luoghi affollati, igienizzarsi le mani. Le tre regole auree del dopo-clausura, raccomandate di recente anche dal governatore Ceriscioli, valgono sempre. Tanto più adesso che - tra casi positivi di rientro dall’estero e affollamenti estivi - la curva dell’epidemia nelle Marche ha ripreso a incresparsi, dopo 63 giorni di fase piatta.

Che non sia il caso di rilassarsi troppo lo spiega con la forza convincente dell’esempio pratico quanto avvenuto nelle ultime due settimane a Montecopiolo, un borgo di mille abitanti o poco più, al confine con la Romagna. Siamo nell’Alta Valconca, tra le prime zone rosse divampate a fine febbraio nell’entroterra tra le province di Rimini e Pesaro Urbino.
 
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Eppure durante i mesi caldi dell’epidemia il Comune di Montecopiolo, grazie anche all’isolamento tipico dei piccoli centri alle falde dell’appennino, aveva collezionato appena 11 positivi al Covid-19, praticamente l’1% dei residenti e già a metà giugno non aveva nessun caso di infezione. E’ bastato organizzare il 18 luglio una rimpatriata tra ex compagni di scuola, persone anche mature della classe ‘78, per far divampare un focolaio che alla data di ieri contava 32 casi di contagio su 344 persone (quasi il 10%) che si sono sottoposte a tampone dopo che una delle partecipanti alla reunion si era sentita male, quattro giorni, ed era stata ricoverata all’ospedale di Rimini con una polmonite causata proprio dall’infezione da Coronavirus.
È bastato un ritrovo tra ex compagni di scuola, convinti che bastasse organizzare il raduno in uno spazio all’aperto, per alimentare forse il più grande cluster dell’epidemia nelle Marche, insidiato in questo primato solo dai focolai che quando l’epidemia galoppava, tra marzo e aprile, s’erano diffusi in alcune residenze protette per anziani. 
I contatti
Nonostante l’intervento immediato del Servizio di Igiene e salute pubblica dell’Area Vasta 1, che ha rintracciato tutti i partecipanti alla serata e li ha messi in isolamento, il focolaio di Montecopiolo, conta oggi più casi rispetto ai 21 (su un totale di oltre mille tamponi) diagnosticati a giugno all’Hotel House, il maxi-condominio multietnico di Porto Recanati, dove il virus s’era insinuato soprattutto nella comunità pakistana dopo il rientro da un viaggio in patria di una coppia contagiata.
Proprio dal focolaio di Montecopiolo arrivano 3 dei 9 positivi emersi ieri dall’esame di 1439 campioni: 558 delle nuove diagnosi, 666 nel percorso guariti e 215 da quello all’alta Valconca. Gli altri sei casi riguardano le province di Pesaro Urbino e Ancona (due a testa) e soggetti di fuori regione: uno rientrato dal Marocco e uno dalla provincia di Forlì-Cesena, con frequentazioni abituali nelle Marche. Saranno contabilizzati oggi i quattro positivi emersi nel Maceratese (3 a Morrovalle e uno a Montelupone) in un gruppo di ragazzi tornati da una vacanza in Grecia. È subito scattata l’indagine epidemiologica dell’Asur per ricostruire la rete dei contatti e spegnere sul nascere un altro possibile focolaio. 
Ieri intanto il bollettino del Gores segnalava un ricovero in più per Covid-19, al Pronto soccorso di Torrette, che fa salire il totale a 16, nessuno però in terapia intensiva. Gli altri 15 sono nei reparti Malattie Infettive di Ancona (3), di Marche Nord (9) e di Fermo (3). I guariti sono saliti a 5.786 (+3) ma aumentano anche i positivi in isolamento domiciliare(da 122 a 125) e i positivi attuali (da 137 a 141). Registra un’altra impennata, con 140 casi in 24 ore, la curva degli isolati in casa dopo incontri ravvicinati con positivi: sono 1.235 (129 con sintomi) tra i quali 41 operatori sanitari. Ha superato quota 40mila il totale dei marchigiani sottoposti a quarantena fiduciaria da fine febbraio.

Ultimo aggiornamento: 09:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA