Coronavirus, le Marche superano l'ennesimo esame: l'indice Rt scende ancora, è in zona sicurezza

Sabato 25 Luglio 2020 di Lorenzo Sconocchini
Coronavirus, le Marche superano l'ennesimo esame: l'indice Rt scende ancora, è in zona sicurezza

ANCONA - Un altro esame, il decimo dalla fine del lockdown, superato dalla Regione Marche sulla via d’uscita dall’emergenza sanitaria. Il report settimanale con cui ministero della Salute e Istituto superiore di sanità monitorano il contenimento dell’epidemia sul territorio nazionale tiene ancora una volta la nostra Regione fuori dal recinto più caldo dell’emergenza da Coronavirus.

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L’indice Rt, che misura la trasmissibilità del contagio dopo l’applicazione delle misure di contenimento, si mantiene ben al di sotto della soglia di allarme fissata a livello 1 (scendendo da 0,63 a 0,62) in una settimana in cui sono ben cinque le regioni che sforano (Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Lazio) e la Lombardia ha un indice Rt uguale a 1. 
 
La cautela
Calano anche i casi con data prelievo-diagnosi nella settimana di riferimento - dal 13 al 19 luglio - passati da 13 a 9 e dunque diminuisce l’incidenza settimanale delle nuove diagnosi di positività, passata nelle Marche da 0,85 a 0,59 per 100mila abitanti. «Il numero dei contagi da coronavirus è stabile rispetto alla scorsa settimana e l’Rt nazionale è di poco inferiore a uno», così ha commentato il report Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, invitando comunque alla cautela perché «ci sono diversi focolai di ampiezza variabile in quasi tutte le regioni e molti di essi sono causati da persone provenienti da paesi ad alta incidenza di coronavirus». Non a caso ieri il ministro della Salute Speranza ha firmato un’ordinanza che dispone la quarantena all’arrivo in Italia per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria. 
Lo studio Altems
La situazione rassicurante per le Marche è testimoniata anche dai risultati del 17esimo Instant Report di Altems, lo studio che l’Alta scuola di economia e management dei servizi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma dedica ogni settimana ai modelli organizzativi con cui le regioni affrontano l’emergenza Coronavirus. Nella settimana 15-21 luglio (leggermente più avanti rispetto al report del ministero della Salute) le Marche hanno avuto un incidenza di 0,52 casi ogni centomila abitanti, quasi dimezzata rispetto alla settimana precedente (0,92) e molto più bassa della media nazionale, che è di 2,33. Le Marche restano a distanza ragguardevole e dalle regioni più calde, come Emilia Romagna (5,99) Veneto (5,12) Liguria (5,09) e Lombardia (4,07). In calo rispetto al precedente report anche gli attualmente positivi (-16) e i pazienti Covid ospedalizzati (-1). 
L’indice di positività
Le Marche registrano una performance migliore rispetto alla media nazionale anche nell’indice di positività al test, il rapporto tra nuovi casi di contagio e il totale dei tamponi esaminati. Nell’ultima settimana l’indice nella nostra regione è stato di 0,002 (rispetto allo 0,004 dello scorso report), con un caso positivo ogni 451 nuovi soggetti testati, mentre in Italia siamo a uno ogni 125. L’indice di positività rispetto ai test effettuati registra un valore massimo di 0,016 in Liguria e 0,015 in Veneto. Attualmente nelle Marche positivo lo 0,009% della popolazione regionale (-10% rispetto al precedente report). Anche i bollettini diramati ieri dal Gores Marche sono quasi da calma piatta. Un solo caso positivo, diagnosticato in provincia di Pesaro Urbino, su 556 “primi tamponi” del percorso nuove diagnosi, a cui se ne aggiungono altri 560 del percorso guariti. Stazionaria la situazione dei ricoveri, con tre pazienti Covid (uno solo in terapia intensiva a Pesaro). Salgono a 5.697 i dimessi-guariti, 6 in più, con calo conseguente dei positivi in isolamento domiciliare (129, -5) e dei positivi attuali (132, -5). Anche ieri nessun decesso correlato al virus e bilancio di 987 vittime fermo dal 15 giugno.

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