Saliscendi coronavirus nelle Marche, ma il rialzo della Fase 3 non riempie i reparti

Martedì 29 Settembre 2020 di Lorenzo Sconocchini
Saliscendi coronavirus nelle Marche, ma il rialzo della Fase 3 non riempie i reparti

ANCONA - Da una fase 1 in cui l’epidemia galoppava, con più di mille nuovi casi positivi a settimana, un tampone positivo ogni quattro e le terapie intensive a un passo dalla saturazione, alla discesa del post lockdown, fino alla curva quasi piatta durata due mesi, con settimane da un caso al giorno di media e molti zero nei bollettini quotidiani.

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Poi il rialzo iniziato a fine luglio per arrivare alla fase attuale, dove i contagi sono aumentati di quasi venti volte ma i ricoveri per Covid riguardano solo un soggetto ogni 25 contagiati dal virus e solo un test su 30 rivela la positività al Sars-Cov-2. 
 
Sei parametri
Ecco la storia dell’epidemia da Coronovirus nelle Marche, descritta dal trend di sei parametri che misurano non solo l’andamento della curva dei contagi (con l’incidenza settimanale dei nuovi casi per 100mila residenti) ma anche il carico sul sistema ospedaliero (con il rapporto tra positivi e ricoveri e tra il totale di questi e i malati in terapia intensiva) e la capacità del sistema sanitario di far emergere, con campagne di tamponi, la reale diffusione di un’epidemia che si diffonde anche attraverso una quota importante di asintomatici. Nell’ultima settimana monitorata dal report di Altems (l’Alta scuola di economia e management dei servizi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) l’incidenza di nuovi casi nelle Marche è stata di poco superiore a 10 contagi ogni 100mila residenti, che sembrano molti rispetto alla fase piatta della terza settimana di luglio (mezzo caso ogni 100mila marchigiani) ma è sette volte inferiore al trend di fine marzo, quando nella settimana 24-31 si registrarono 1.089 nuovi positivi su un milione e mezzo di residenti, con un’incidenza di 70 casi.
Il report di Altems
Dal 21esimo report di Altems, relativo alla settimana 15-22 settembre, emerge che in questa fase nelle Marche solo un caso positivo su 25 (il 4%) ha bisogno di ricovero ospedaliero: è circa il doppio rispetto a due mesi fa, quando solo 3 positivi su 144 avevano bisogno di cure ospedaliere, ma è una quota rassicurante al confronto con fine marzo, quando un contagiato su tre doveva essere ricoverato (1.115 degenti su 3.352 positivi). Ieri i ricoveri nelle Marche, dopo essere scesi domenica a 22, hanno avuto un rialzo salendo a 27 nel bollettino giallo del Gores Marche (che fotografa la situazione dei ricoveri alle 10 del mattino) dove i pazienti in terapia intensiva raddoppiano da 2 a 4, 3 a Pesaro e uno a Torrette. Un dato però passibile di rettifica già oggi perché ieri pomeriggio all’azienda ospedaliera Marche Nord di Pesaro risultava un solo paziente in terapia intensiva e due a Malattie infettive. Ma anche con quest’aggiornamento il rapporto tra ricoveri e positivi attuali (saliti ieri a 762, +2) resterebbe di uno a 28, lontanissimo dalla fase bollente dell’emergenza. I motivi? Sicuramente l’abbassamento dell’età media dei contagiati, ma anche il fatto che nella fase 1, per la difficoltà di fare tamponi, gli asintomatici non emergevano e il totale dei positivi era forse sottostimato. 
I test molecolari
Adesso si fanno più tamponi naso-faringei. Nell’ultima settimana nelle Marche sono stati eseguiti 5,10 test molecolari ogni 1.000 abitanti (con 3,02 nuovi soggetti testati per 1.000 abitanti) mentre nell’ultima settimana di marzo non si arrivava a 3. E la probabilità di pescare un caso positivo è molto cambiata nel corso di questi sette mesi di epidemia. A fine marzo risultava positivo un tampone su 4, a luglio il tasso di positività era precipitato (un tampone infetto ogni 450) adesso siamo a uno su 30 circa, in linea con la media nazionale che nell’ultima settimana è stata di 1 su 34. Negli ultimi quattro giorni, per andare oltre il report di Atems pubblicato il 23 settembre, i tamponi positivi sono scesi mediamente, arrivando a 1 su 37 (105 positivi su 3.848). Fa poco testo il bollettino quotidiano di ieri, per il numero ridotto dei tamponi esaminati, un lotto domenicale da 217 campioni. Sono emersi solo 5 casi positivi (1 su 43) che portano il totale nelle Marche dall’inizio dell’epidemia a 7.906, con un rialzo giornaliero davvero impercettibile (0,06%), rispetto a una media nazionale dello 0,48%. Tre casi sono stati diagnosticati in provincia di Macerata, uno in quella di Ancona e uno in provincia di Ascoli Piceno. Due erano rientrati da Albania e Ucraina, due sono soggetti sintomatici e un caso riguarda l’ambito domestico. 

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