Coronavirus, l'onda anomala dei morti nelle Marche: in alcune zone triplicati in un anno

Coronavirus, l'onda anomala dei morti nelle Marche: in alcune zone triplicati in un anno
Coronavirus, l'onda anomala dei morti nelle Marche: in alcune zone triplicati in un anno
di Lorenzo Sconochini
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Sabato 18 Aprile 2020, 08:59

ANCONA - Quanti sono i morti da Coronavirus nelle Marche? Ufficialmente poco meno di 800, ma le statistiche del Gores Marche censiscono come vittime dell’epidemia solo pazienti morti in ospedale con diagnosi clinica di Covid-19 o altri che, deceduti in casa o nelle strutture per anziani, siano stati poi sottoposti a test per il sospetto di una positività, soprattutto per disporre o meno la quarantena per i soggetti venuti a contatto con loro.

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Il sospetto che la scia di lutti lasciata dal virus sia molto più lunga e dolorosa, già alimentato dall’impressionante crescita di annunci funebri, necrologi o manifesti listati in nero ai quattro angoli delle Marche, ha anche argomenti statistici. Basta scorrere le ultime elaborazioni periodiche dell’Istat sui dati della mortalità complessiva in un lotto di comuni campione, mirate proprio a valutare gli effetti dell’epidemia, e confrontare i dati del gennaio-aprile di quest’anno con lo stesso periodo del 2019.
 
Nelle Marche, su 27 comuni censiti in base all’andamento della mortalità delle ultime settimane, ben 22 hanno avuto dall’inizio dell’anno più morti rispetto al periodo primo gennaio-4 aprile 2019, con picchi spaventosi nella zona Nord delle Marche. E i Comuni marchigiani con mortalità aumentata salgono a 24 su 27 se si concentra il confronto nel periodo tra febbraio e l’inizio di aprile, quello in cui il passaggio del virus dovrebbe aver mietuto vittime, anche se la prima morte accertata da Covid-19 figura nei bollettini del Gores-Marche solo il 3 marzo.
I 60 giorni terribili

In questi 60 giorni o poco più nel Comune di Pesaro i morti totali sono saliti dai 197 del 2019 a 450, con un aumento del 128%, a Fano da 114 a 176 (54%). Solo in queste due città, rispetto a un anno prima, ci son stati 310 morti in più. Se si aggiunge il differenziale di Mondolfo, più 21, si arriva a 331. Esattamente lo stesso numero di morti censiti per Coronavirus nell’intera provincia di Pesaro Urbino fino alla data del 3 aprile, quando terminano le rilevazioni dell’Istat sulla mortalità. Insomma, qualcosa non torna. Anche nei comuni censiti in provincia di Ancona, la seconda più colpita dall’onda di piena del Coronavirus, si registrano impennate come quelle di Senigallia (25%), Jesi (10%) mentre a Cupramontana i morti sono più che triplicati, passando dai 7 del 2019 a 24.
Le eccezioni del Fermano
Lo scossone si avverte di meno nella parte sud delle Marche, anche se non mancano andamenti anomali anche in provincia di Macerata, soprattutto a San Severino Marche, passato da 26 a 43 decessi (più 65%). Resistono invece nel Fermano zone franche dove la stagione del Coronavirus sembra trascorrere senza lasciare troppo il segno. A Sant’Elpidio a Mare i morti sono scesi da 44 a 36 (anche se sono saliti da 23 a 24 nella fascia d’età over 85) e anche a Petritoli ci sono stati meno morti, come pure nel comune piceno di Castignano (da 12 a 11) e a Chiaravalle per la provincia di Ancona (da 40 a 37). Il vero mese orribile è stato quello di marzo, con i morti più che triplicati a Pesaro (da 91 a 310) più che raddoppiati a Fano (da 50 a 112) e cresciuti sensibilmente a Senigallia (da 38 a 71), Jesi (da 40 a 62) e San Severino (da 11 a 22). Fa storia a sé Cupramontana, nei castelli di Jesi, dove nel marzo 2019 non c’era stato neanche un morto e quest’anno si sono contati 11 funerali.
Anche nei primi giorni di aprile l’aumento delle morti rispetto all’anno scorso impressiona, soprattutto a nord: da 17 a 34 a Pesaro, da 8 a 13 a Fano, da 1 a 7 a Mondolfo. Le fase d’età in cui la mortalità è crescita di più sono quelle degli over 75. A Pesaro tra febbraio e inizio aprile i morti tra 75 e 84 anni sono quasi triplicati (da 56 a 151), gli over 85 sono raddoppiati (da 103 a 219).

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