Coronavirus: senza scuola a maggio la Maturità sarà online. Salta l'esame di terza media

Martedì 7 Aprile 2020 di Maria Teresa Bianciardi
Coronavirus: senza scuola a maggio la Maturità sarà online. Salta l'esame di terza media

ANCONA - L’unica vera incognita è quando e come ricomincerà il nuovo anno scolastico. Per il resto ci siamo. Il Consiglio dei ministri ieri ha discusso a lungo sul decreto legge che rimodula il percorso scolastico, la prova di maturità e l’esame di terza media al tempo del Coronavirus ed ha finalmente stabilito la deadline. Se entro il 18 maggio si tornerà a scuola i maturandi affronteranno test diversi da quelli ipotizzati in caso di mancato rientro.

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Stessa cosa vale per gli studenti delle medie inferiori, mentre con i privatisti ci si vedrà direttamente a settembre. E a proposito: il ministro della pubblica istruzione Lucia Azzolina ha chiaramente detto che verrà anticipata la data di apertura del nuovo anno scolastico: incerta solo se battezzare l’1 o il 2 settembre. Strada facendo - e soprattutto seguendo attentamente l’evoluzione dell’epidemia Covid - si capirà se ricominciare in modalità telematica oppure se sia il caso di far tornare gli studenti in classe a seguire le lezioni in maniera tradizionale. Il dubbio è lecito: si teme infatti che ristabilendo i contatti ravvicinati tra giovani e insegnanti si possa favorire una ritorno del virus che nelle Marche ha mietuto già centinaia di vittime.
 
Questa mattina alle 10 l’assessore regionale alla pubblica istruzione Loretta Bravi sarà in collegamento con il ministro Azzolina, assieme agli altri colleghi delle Regioni. «Faremo un punto della situazione - spiega l’assessore Bravi - e su alcune richieste che abbiamo inoltrato alla sua attenzione. Tra queste appunto il nodo della maturità, sull’anno scolastico, sulla mobilità del personale la cui domanda scade il 21 aprile». Sul contenuto del decreto Scuola la Bravi mantiene equilibrio: «Non mi stupisce che si salti l’esame di terza media e che ci siano altre modalità per la maturità: l’importante è che un insegnante sappia valutare gli studenti che segue e capire se siano in grado di muoversi in questa rivoluzione didattica oppure la subiscano». Un passaggio fondamentale che cambierà per sempre la scuola e la cambierà nel profondo. Sottolinea l’assessore regionale: «I ragazzi oggi sono veloci, hanno capacità di interazione spiccate con i nuovi sistemi informatici ed è arrivato il momento che la scuola si adegui abbandonando il paradigma didattico del Novecento. Fino a qualche settimana fa la didattica a distanza era una curiosità, oggi invece è diventata una necessità: bisogna lavorare per fare in modo che tutti gli studenti abbiano gli stessi strumenti per attingere a queste nuove e importanti opportunità».
I nodi da sciogliere
Così oggi con il ministro Azzolina si parlerà soprattutto di sussidio didattico, di sostegno ai genitori per le rette dei nidi, della disabilità e dell’aumento delle ore pomeridiane (fino alle 18) nelle strutture scolastiche per aiutare le famiglie nel post-Covid. «Mi preme anche trovare la strada per accreditare tutti gli asili che fino ad oggi non sono stati accreditati - spiega Loretta Bravi - Perché la scuola è un servizio e non faccio distinzione tra pubblico e privato». Intanto ieri sera il ministro della pubblica istruzione ha chiarito anche il quesito sull’eventuale 6 politico in pagella: «Non si può però assolutamente parlare di sei politico: sono categorie vetuste, la valutazione guarda alla crescita e maturazione dello studente, che è messo al centro. Se ci saranno apprendimenti da recuperare, li recupereranno a settembre». Dunque ora non resta che attendere che finisca questo incubo chiamato Coronavirus.

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